Idea Luce
La vita è il dono più grande, l’amore la pienezza di tutta la legge.
La vita è il dono più grande, l’amore la pienezza di tutta la legge.
Introduzione
È la prima domenica del mese di settembre, nell’anno liturgico la ventitreesima del Tempo Ordinario. Siamo in un mese in cui per molti riprende il ritmo della vita lavorativa a e sociale dopo la pausa estiva. E come messaggio e invito che riceviamo dalla Liturgia ci viene consegnato un impegno primario e inderogabile nella sequela di Cristo: mettere l’amore del prossimo al primo posto, prima di ogni rivendicazione, senso di giustizia, rancore o vendetta. L’amore che spinge a dare possibilità di cambiamento e riconciliazione a ciascuno, con pazienza, con gesti concreti di attenzione e di carità accurata. Chiediamo con fiducia di essere figli della luce, operatori di verità amorevole, di saper compiere passi concreti di santità e fraternità.
È la prima domenica del mese di settembre, nell’anno liturgico la ventitreesima del Tempo Ordinario. Siamo in un mese in cui per molti riprende il ritmo della vita lavorativa a e sociale dopo la pausa estiva. E come messaggio e invito che riceviamo dalla Liturgia ci viene consegnato un impegno primario e inderogabile nella sequela di Cristo: mettere l’amore del prossimo al primo posto, prima di ogni rivendicazione, senso di giustizia, rancore o vendetta. L’amore che spinge a dare possibilità di cambiamento e riconciliazione a ciascuno, con pazienza, con gesti concreti di attenzione e di carità accurata. Chiediamo con fiducia di essere figli della luce, operatori di verità amorevole, di saper compiere passi concreti di santità e fraternità.
Liturgia della Parola
LETTURE:
Ez 33, 1.7-9;
Sal 94 – Rit. Ascoltate oggi la voce del Signore;
Rm 13, 8-10;
Mt 18, 15-20
Dalle letture di questa domenica apprendiamo quanto sta a cuore a Dio il bene di ogni fratello. Anche il malvagio ha bisogno di ricevere una parola di ammonimento per ravvedersi (Prima lettura). Senza fare differenze di persone, san Paolo ci dice che verso ciascuno siamo debitori solo di vero amore (Seconda lettura). Gesù affida alla sua Chiesa il compito della riconciliazione come via privilegiata per la costruzione del Suo regno, offrendo sempre a tutti opportunità di conversione e un cammino di santità. (Vangelo).
LETTURE:
Ez 33, 1.7-9;
Sal 94 – Rit. Ascoltate oggi la voce del Signore;
Rm 13, 8-10;
Mt 18, 15-20
Dalle letture di questa domenica apprendiamo quanto sta a cuore a Dio il bene di ogni fratello. Anche il malvagio ha bisogno di ricevere una parola di ammonimento per ravvedersi (Prima lettura). Senza fare differenze di persone, san Paolo ci dice che verso ciascuno siamo debitori solo di vero amore (Seconda lettura). Gesù affida alla sua Chiesa il compito della riconciliazione come via privilegiata per la costruzione del Suo regno, offrendo sempre a tutti opportunità di conversione e un cammino di santità. (Vangelo).
Traccia di riflessione
“Gesù è portatore solo di un messaggio di amore e di fraternità. Di amore verso il Padre che è nei cieli, di fraternità generosa verso gli uomini fratelli. Sarebbe interessante mostrare attraverso un attento studio esegetico, quanto questa osservazione sia vera e come essa costituisca il cuore di tutto il Vangelo, e più genericamente, della rivelazione cristiana. Al fondo, il cristianesimo si muove tutto attorno al duplice o, se si vuole, all’unico polo dell’amore verso Dio e verso il prossimo. Il resto, per esempio la giustizia, l’osservanza della legge e cose del genere, senza essere mai negate, non trovano un posto particolarmente rilevante nella vita e nel messaggio di Cristo. La novità della vita e della rivelazione di Gesù è legata a una sola parola: amore.
Dio dà a tutti liberamente, sempre più di quanto noi potremmo avere diritto ma non secondo la nostra misura di giustizia commutativa, distributiva e sociale. Il parametro divino appare essere l’amore e non la giustizia e Tutto questo è sconcertante ma è ancora ammissibile in Dio, l’infinito che ci sorpassa, o anche in Cristo che è l’immagine del Padre; ma è concepibile nel rapporto umano? E sta qui l’aspetto più nuovo e strabiliante della cosa. Cristo non ci dà l’esempio per una forma di pura esibizione ma perché noi andiamo e facciamo lo stesso.
È così che si spiegano alcuni passi umanamente incomprensibili del discorso della montagna. Dare il mantello a chi vuole portare via la tunica (Mt. 5, 40), accontentare il noioso facendo con lui più strada del necessario (Mt.5, 41), dare in prestito e non richiedere la somma (Lc. 6, 30), voltare la guancia a chi ti ha dato uno schiaffo (Mt. 5, 39): sono tutte cose umanamente assurde ma che diventano le mete di un nuovo regime sociale, quello della fraternità e dell’amore.
Ogni altro tentativo di ridurre l’amore alla giustizia viene sistematicamente rigettato da Gesù.”. (Servo di Dio Guglielmo Giaquinta)
Nel Vangelo di oggi troviamo un’altra fondamentale grande sfida: essere come Gesù persone che non dividono ma uniscono, essere mediatori di legami di fraternità autentica, capaci di rigenerare delle vite ferite e spente, di rimettere in piedi chi si è perso, anche chi è immerso nel tunnel dell’errore, del male fatto a sé e agli altri. La sfida sempre attuale di essere con Gesù Chiesa che lega, che abbraccia, che crea relazioni rigeneranti. Essere Chiesa che scioglie nodi di inimicizia, che facilita cammini di riconciliazione e apre le porte anche a chi è smarrito e confuso, a chi magari si difende con l’aggressività o vuole alzare muri di odio. Quando Gesù ci dice di amare il prossimo come noi stessi, non ci sono scuse, non ci sono compromessi, o mezze misure: qui è la santità, vissuta nella certezza che, anche attraverso processi lunghi e attese necessarie, è possibile gettare semi di fraternità sociale, e credere e operare perché si realizzi il sogno di Dio, quello di un mondo risanato dall’amore.
“Gesù è portatore solo di un messaggio di amore e di fraternità. Di amore verso il Padre che è nei cieli, di fraternità generosa verso gli uomini fratelli. Sarebbe interessante mostrare attraverso un attento studio esegetico, quanto questa osservazione sia vera e come essa costituisca il cuore di tutto il Vangelo, e più genericamente, della rivelazione cristiana. Al fondo, il cristianesimo si muove tutto attorno al duplice o, se si vuole, all’unico polo dell’amore verso Dio e verso il prossimo. Il resto, per esempio la giustizia, l’osservanza della legge e cose del genere, senza essere mai negate, non trovano un posto particolarmente rilevante nella vita e nel messaggio di Cristo. La novità della vita e della rivelazione di Gesù è legata a una sola parola: amore.
Dio dà a tutti liberamente, sempre più di quanto noi potremmo avere diritto ma non secondo la nostra misura di giustizia commutativa, distributiva e sociale. Il parametro divino appare essere l’amore e non la giustizia e Tutto questo è sconcertante ma è ancora ammissibile in Dio, l’infinito che ci sorpassa, o anche in Cristo che è l’immagine del Padre; ma è concepibile nel rapporto umano? E sta qui l’aspetto più nuovo e strabiliante della cosa. Cristo non ci dà l’esempio per una forma di pura esibizione ma perché noi andiamo e facciamo lo stesso.
È così che si spiegano alcuni passi umanamente incomprensibili del discorso della montagna. Dare il mantello a chi vuole portare via la tunica (Mt. 5, 40), accontentare il noioso facendo con lui più strada del necessario (Mt.5, 41), dare in prestito e non richiedere la somma (Lc. 6, 30), voltare la guancia a chi ti ha dato uno schiaffo (Mt. 5, 39): sono tutte cose umanamente assurde ma che diventano le mete di un nuovo regime sociale, quello della fraternità e dell’amore.
Ogni altro tentativo di ridurre l’amore alla giustizia viene sistematicamente rigettato da Gesù.”. (Servo di Dio Guglielmo Giaquinta)
Nel Vangelo di oggi troviamo un’altra fondamentale grande sfida: essere come Gesù persone che non dividono ma uniscono, essere mediatori di legami di fraternità autentica, capaci di rigenerare delle vite ferite e spente, di rimettere in piedi chi si è perso, anche chi è immerso nel tunnel dell’errore, del male fatto a sé e agli altri. La sfida sempre attuale di essere con Gesù Chiesa che lega, che abbraccia, che crea relazioni rigeneranti. Essere Chiesa che scioglie nodi di inimicizia, che facilita cammini di riconciliazione e apre le porte anche a chi è smarrito e confuso, a chi magari si difende con l’aggressività o vuole alzare muri di odio. Quando Gesù ci dice di amare il prossimo come noi stessi, non ci sono scuse, non ci sono compromessi, o mezze misure: qui è la santità, vissuta nella certezza che, anche attraverso processi lunghi e attese necessarie, è possibile gettare semi di fraternità sociale, e credere e operare perché si realizzi il sogno di Dio, quello di un mondo risanato dall’amore.
Preghiera dei fedeli
• Per la Chiesa e per tutti i suoi ministri, perché sperimentino con gioia il mandato del Signore di aprire a tutti le porte della vita, dell’amicizia, della fede, di offrire con amore opportunità di conversione anche a chi è più lontano, avverso o distante da Dio. Preghiamo
• Perché impariamo a prenderci cura del creato in tutte le sue forme, come dono prezioso del creatore da custodire e sviluppare con intelligenza a amore. Preghiamo
• Perché nelle famiglie, nella comunità parrocchiali, nei luoghi di lavoro e nei rapporti sociali possiamo mettere in atto l’invito di Gesù a essere custodi della vita degli altri, a promuovere sempre la riconciliazione anziché alzare muri, chiuderci nei giudizi o nutrire rancori. Preghiamo
• Perché sappiamo riconoscere nelle vicende di ogni giorno i segni della presenza di Dio che ci chiama ad una vita piena di amore, di sollecitudine gli uni per gli altri, di possibilità sempre nuove di ricominciare. Preghiamo.
• Perché impariamo a prenderci cura del creato in tutte le sue forme, come dono prezioso del creatore da custodire e sviluppare con intelligenza a amore. Preghiamo
• Perché nelle famiglie, nella comunità parrocchiali, nei luoghi di lavoro e nei rapporti sociali possiamo mettere in atto l’invito di Gesù a essere custodi della vita degli altri, a promuovere sempre la riconciliazione anziché alzare muri, chiuderci nei giudizi o nutrire rancori. Preghiamo
• Perché sappiamo riconoscere nelle vicende di ogni giorno i segni della presenza di Dio che ci chiama ad una vita piena di amore, di sollecitudine gli uni per gli altri, di possibilità sempre nuove di ricominciare. Preghiamo.
Dialogo eucaristico
Signore, Dio Santo, Amore infinito. Mi hai creato chiamandomi: FIGLIO e mi hai proposto cammini di santità, slanci d’amore possibili soltanto con la Tua compagnia. Sono peccatore afferrato e affascinato dalla Tua presenza, raggiunto dalla Tua luce, incantato dalla fiducia che riponi in me. “Chi manderò e chi andrà per noi”. “Eccomi Signore” con tutto il mio desiderio di conversione. “Manda me” ma Tu “completa l’opera delle Tue stesse mani”. Signore che io sia un contemplatore del Tuo volto, un instancabile ricercatore della Tua parola, un testimone fedele che non ha paura di combattere i propri limiti, di seguire i tuoi comandi, di “prendere il largo” e raccogliere stupito i frutti abbondanti della Tua grazia. Amen
Idea guida
Diventiamo custodi attenti di ogni fratello.
Diventiamo custodi attenti di ogni fratello.
Animazione liturgica preparata da Maria Francesca Ragusa e Mirella Scalia
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