Animazione Liturgia Domenica 30 Agosto 2026

XXII Domenica del Tempo Ordinario (A) - II Settimana del Salterio

Idea Luce
Con fiducia, abbracciare la croce.

Introduzione
In questa XXII domenica dell’anno siamo chiamati a confrontarci con la radicalità del Vangelo, ad essere sempre più consapevoli della necessità, come cristiani oggi, di dover camminare controcorrente e in salita, impostando la nostra esistenza sulla logica di un amore totale e “a perdere”, come quello di Gesù nel suo abbracciare la croce.
È sempre una via che porta alla vera vita, quella con Gesù, anche quando attraversata da rischi, prove ed ostacoli. Accogliamo con fiducia la proposta che Cristo continua a farci, di seguirlo sempre e fino in fondo sulla via della santità.

Liturgia della Parola
LETTURE:
Ger 20, 7-9;
Sal 62 – Rit. Ha sete di te, Signore, l’anima mia;
Rm 12, 1-2;
Mt 16, 21-27

Le letture di oggi ci portano ad entrare nei pensieri di Dio e farli nostri. Geremia parla della propria esperienza di Dio come di un’esperienza sofferta, pesante, sente la stanchezza di dover annunciare una parola indigesta agli uomini, che procura fastidio, ma allo stesso tempo sente di non riuscire a farne a meno, è come un fuoco ardente impossibile da contenere, si può dire che è “sedotto” da Dio.
San Paolo invece ci esorta a trasformare la nostra vita, a renderla un sacrificio gradito a Dio. Ci esorta, soprattutto, a trasformare il nostro modo di pensare “per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto”. Il Vangelo di Matteo ci racconta del destino che attende Gesù a Gerusalemme. È un destino di sofferenza e di morte, ma anche di risurrezione.

Traccia di riflessione
MIn questa domenica il Vangelo di Matteo ci racconta del destino che attende Gesù a Gerusalemme. È un destino di sofferenza e di morte, ma anche di risurrezione. Pietro prende in disparte Gesù e si mette a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai»; perché pensa secondo una logica umana e crede che Dio non permetterebbe mai al suo Figlio di terminare la sua missione morendo sulla croce. Gesù al contrario sa di essere stato mandato a donare la sua vita per l’umanità, non intende salvare se stesso, perché è solo perdendo la sua vita che ne riceverà una nuova ed eterna per tutti noi. Per portare a pieno compimento l’opera della salvezza, il Redentore continua ad associare a sé e alla sua missione uomini e donne disposti a prendere la croce e a seguirlo.
Siamo quindi chiamati a non lasciarci assorbire dalla visione di questo mondo, ma ad essere sempre più consapevoli della necessità di camminare controcorrente e in salita, impostando la nostra esistenza sull’amore reciproco; solo così potremo assaporare la gioia autentica e la vita non sarà sterile ma feconda.
Gesù si esprime con durezza e con chiarezza. Egli non cessa di proporre a tutti il suo chiaro invito: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua».
Nel nostro mondo attuale dove sembrano prevalere le forze che dividono e distruggono, portare la croce non è una scelta facoltativa, ma per noi cristiani è una missione da abbracciare per amore.
La risposta di Pietro può essere anche corretta, ma non entra nel cuore della fede, rivela la sua fragilità, tanto da meritare uno dei più duri rimproveri del Vangelo: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Non dobbiamo pensare che il modo migliore di avere la vita e di custodire la vita, sia quello di conservarla come un tesoro prezioso in una teca dorata, perché non siamo capaci di aggiungere ad essa nemmeno un briciolo di valore, di senso o di allungarla di un solo giorno; solo diventando discepoli di Gesù, cioè seguendolo, prendendo la nostra vita e rinnegandola, cioè non mettendola al centro di tutto, ma lasciando che sia Dio a guidarci, la ritroveremo qui, adesso e per l’eternità. Portare la propria croce non significa subire passivamente le situazioni di difficoltà o di dolore che la vita ci pone davanti, ma è un invito a saper fare nostra la sua capacità di amare fino in fondo, per essere capaci, come ci ha ricordato san Paolo, di riuscire a discernere la volontà di Dio.

Preghiera dei fedeli
• Per la Chiesa, in un mondo dominato dalla ricerca del successo ad ogni costo manifesti sempre che la salvezza è opera del nostro Redentore, e non ceda mai a una logica del trionfo terreno, ma abbracci il mistero del morire con Cristo per risorgere con lui. Preghiamo
• Per il Papa, i vescovi, i sacerdoti, affinché precedano i fratelli nell’amare il Cristo Crocifisso sollevando le croci di poveri, affamati e immigrati. Preghiamo
• Per i capi delle nazioni, affinché siano disposti a sacrificare il vantaggio personale per il bene comune, portando la croce di un servizio giusto e disinteressato, convertendo i loro cuori a non percorrere le vie del male, della guerra e della corruzione. Preghiamo
• Per noi qui riuniti, l’ascolto del Vangelo ci aiuti a pensare secondo Dio e non secondo gli uomini e ci renda capaci di un amore che sempre promuove la vita e la dignità dell’altro. Preghiamo
• Per tutti coloro che si trovano in un momento di dolore e nella disperazione, perché trovino nella croce di Cristo la certezza che nessuna sofferenza è vana quando è unita alla Sua. Preghiamo.

Dialogo eucaristico
Gesù, ti ringraziamo per averci accolti alla tua mensa e per esserti donato a noi come Pane di Vita. Donaci di imparare ad amare come tu ci hai amati, di essere capaci di non pensare a noi stessi e di non pretendere che le cose vadano secondo i nostri progetti e secondo il nostro punto di vista.
Grazie Gesù perché hai scelto la via della croce, della sofferenza, del nascondimento, per amarci infinitamente rivelandoci apertamente e senza dubbi che questa è la strada che deve essere percorsa per aspirare alla vita eterna, al dono di salvezza. Fa’ che il tuo Corpo ricevuto trasformi il nostro modo di pensare e di agire, affinché sappiamo riconoscerti e servirti in ogni fratello che incontriamo. Amen
.

Idea guida
Impariamo a pensare con la logica di Dio.

Animazione liturgica preparata da Claudia Lo Presti


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