Animazione Liturgia Domenica 7 Giugno 2026

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo - P(A) - Liturgia delle Ore propria



Idea Luce
Dio nutre il suo popolo con amore di Padre.

Introduzione
Nella solennità del Corpus Domini tutta la Chiesa gioisce attorno al Suo Signore, a Cristo Gesù che lascia nel mondo e nel tempo il Suo Corpo come cibo che nutre ogni nostra povertà e che ci rende Uno in Lui, senza distinzione e separazione tra essere umani, tra popoli e nazioni. Chiediamo in questa Celebrazione di essere confermati nella fede nell’Eucaristia e che tutto il mondo possa diventare uno in Cristo.

Liturgia della Parola
LETTURE:
Dt 8, 2-3. 14b-16a;
Sal 147 – Rit. Loda il Signore, Gerusalemme;
1Cor 10, 16-17;
Gv 6, 51-58

C’è un messaggio importante che attraversa le letture di oggi: l’uomo non vive soltanto di pane, ma di quel bisogno di Dio che lo fa uscire da ogni schiavitù e povertà interiore. C’è il dono prezioso della Sua Parola che ci sazia ogni giorno come con fiore di frumento. E il Suo nutrimento può soprattutto costituirci Corpo unico nel mondo: Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo. Invito a vivere e ricercare instancabilmente la comunione con tutta l’umanità, nel legame profondo con Cristo che si fa per tutti vero cibo e vera bevanda di vita.

Sequenza
[
Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.
Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.
Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.
Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.
Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.
Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.
È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l’antico è giunto a termine.
Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l’ombra:
luce, non più tenebra.
Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.
Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.
È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.
Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.
È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.
Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.
Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.
Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.
Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.
Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!
Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.
È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]
Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.
Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.
Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.
Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

Traccia di riflessione
L’Eucarestia è il sacramento dell’unità, non solo dell’unità nostra con Cristo, ma dell’unità di tutti noi in Lui e di conseguenza di tutti noi tra noi. Il modo è misterioso, indubbiamente, è sacramentale, ma reale. Dopo il sacramento del battesimo io sono una cosa con Cristo, io sono immerso in Lui, così con la Eucarestia io sono immerso in Lui e sono immerso nei fratelli; formiamo una massa unica, spiritualmente.
E’ chiaro che questo non si può vedere fisicamente, ma se avessimo dei radar particolari del soprannaturale che avessero il potere di captare questa realtà che ci fonde in unità in Cristo, noi vedremmo che al posto nostro – 40, 50, 100 persone – c’è una sola realtà, Cristo in cui noi siamo trasformati perché, ecco il punto, non siamo noi che trasformiamo Cristo in noi, ma è Cristo che ci trasforma a sé; non è il finito che può assumere in sé l’infinito, ma è l’infinito che assume in sé il finito.
Dopo la comunione, non trasformo Cristo in me, ma sono io trasformato in Lui e quindi, se ciascuno di noi è trasformato in Lui, noi siamo unità, siamo un corpo solo, il corpo mistico.
Allora voi comprendete come ogni peccato, ogni lesione contro la carità, sia una lesione contro l’Eucarestia, contro il corpo di Cristo. Ecco il fondamento vero e più profondo della carità. Se noi crediamo nell’Eucarestia, dobbiamo amare il fratello, perché il fratello è Cristo ed è Cristo perché è stato trasformato nell’Eucarestia, e non solo nel momento della comunione, perché il rapporto con l’Eucarestia è la sua vita, perciò rimane continuo, si continua nella grazia.
Nell’Eucarestia c’è il corpo mistico attuale e c’è la speranza del corpo mistico potenziale. Non dimentichiamo che Gesù nell’Ultima Cena ha detto: “Prendete e mangiatene tutti”. È vero, sì, che quel gesto riguardava gli apostoli, ma non dimentichiamo che Gesù ha pregato anche per quelli che avrebbero creduto in forza degli Apostoli, quindi quando Egli dice: “mangiatene tutti” vuole dire che vuole che tutti mangino del suo corpo, che tutti diventino sua Chiesa e quindi finché l’Eucarestia non abbraccia gli uomini di tutto il mondo è una Eucarestia che soffre, che è incompleta, che è in speranza.
C’è dunque l’Eucarestia della carità, ma c’è anche l’Eucarestia della speranza, il che vuol dire che tutti noi che partecipiamo alla Eucarestia dobbiamo sentire l’impegno che essa diventi completa, che si attui cioè l’unione della Chiesa, che tutto il mondo si stringa all’Eucarestia e diventi Cristo in essa.
Sono prospettive spirituali e anche apostoliche di una importanza fondamentale. Ogni anima che si accosta all’Eucarestia dovrebbe sentire questo triplice rapporto di amore con Cristo, con cui diventa unità, con i fratelli che già conoscono e vivono l’Eucarestia, con i quali diventa unità eucaristica, con i fratelli che ancora non sono Eucarestia e per i quali deve fare qualche cosa perché anche essi lo diventino. (Servo di Dio Guglielmo Giaquinta)

Preghiera dei fedeli
• Per la Chiesa, e in essa per i suoi ministri, perché continui a essere, oggi e in ogni luogo, segno dell’amore di Dio per l’umanità, affamata di pane, di libertà, di giustizia, di pace, e soprattutto della sua grazia divina. Preghiamo
• Per ogni famiglia e ogni realtà sociale responsabile della crescita dei giovani, perché prevalgano esempi solidi di virtù, di rispetto per gli altri, che siano di guida, esempio e testimonianza evangelica. Preghiamo
• Per i poveri, per chi è più debole, fragile e malato, perché attraverso l’esempio e la dedizione di persone ricche di fede e spiritualità Gesù possa continuare a sfamare il bisogno di vita vera e a rendersi per tutti presenza viva e consolante. Preghiamo
• Per tutti noi, perché in questa Solennità del Corpus Domini, riscopriamo nell’Eucaristia la vera fonte dell’unità e ci mettiamo in cammino con ogni fratello e sorella, per intessere legami di comunione ed edificare insieme una società più fraterna. Preghiamo.

Dialogo eucaristico
Signore Gesù, Tu hai scelto la povertà del pane per rimanere in mezzo a noi, per nutrirci di te e per raggiungere tutti gli uomini. Noi ti rendiamo grazie. La povertà e semplicità del pane ci ricorda chi siamo, noi, impastati di fragilità e di peccato; ma proprio qui, in questa carne, Tu vieni per rinsaldare la nostra comunione, per farci in te uno nell’amore, per insegnarci a spezzare la nostra vita per gli altri. Gesù Eucaristia, nel dono di questo grande mistero, Tu sei forza nel cammino, sei dono del cielo per il mondo, certezza di eternità. Amen

Idea guida
Diventiamo pane buono di umanità, perché tutto il mondo si stringa all’Eucarestia e diventi Cristo in essa.

Animazione liturgica preparata da Mirella Scalia


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