Idea Luce
Chiamati da Dio a essere suo popolo e custodire la Sua alleanza.
Chiamati da Dio a essere suo popolo e custodire la Sua alleanza.
Introduzione
Ci lasciamo condurre in questa Celebrazione Eucaristica dal messaggio che Gesù affida ai suoi discepoli: Egli confida loro la sua compassione e la sollecitudine per tutta l’umanità. A tutte le generazioni Lui vuole donare la speranza, il senso nuovo della vita capace di rigenerare chi sperimenta il Suo amore. Rinnoviamo il nostro grazie a Dio che ci fa suo popolo, che ci invia agli altri a portare la Sua alleanza.
Ci lasciamo condurre in questa Celebrazione Eucaristica dal messaggio che Gesù affida ai suoi discepoli: Egli confida loro la sua compassione e la sollecitudine per tutta l’umanità. A tutte le generazioni Lui vuole donare la speranza, il senso nuovo della vita capace di rigenerare chi sperimenta il Suo amore. Rinnoviamo il nostro grazie a Dio che ci fa suo popolo, che ci invia agli altri a portare la Sua alleanza.
Liturgia della Parola
LETTURE:
Es 19, 2-6a;
Sal 99 – Rit. Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida;
Rm 5, 6-11;
Mt 9, 36 – 10,8
Nella storia Dio scrive e tesse con noi una relazione di amore e di alleanza: lo ha fatto attraverso Mosè per tutto il popolo da Lui condotto nel deserto (I lettura). Lo ha fatto nel dono del Suo figlio Gesù morto per salvare tutti (II lettura). Lo fa Gesù con i suoi discepoli affidando loro il compito di continuare ad essere nel mondo Sua presenza che salva e santifica (Vangelo).
LETTURE:
Es 19, 2-6a;
Sal 99 – Rit. Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida;
Rm 5, 6-11;
Mt 9, 36 – 10,8
Nella storia Dio scrive e tesse con noi una relazione di amore e di alleanza: lo ha fatto attraverso Mosè per tutto il popolo da Lui condotto nel deserto (I lettura). Lo ha fatto nel dono del Suo figlio Gesù morto per salvare tutti (II lettura). Lo fa Gesù con i suoi discepoli affidando loro il compito di continuare ad essere nel mondo Sua presenza che salva e santifica (Vangelo).
Traccia di riflessione
Oggi il Vangelo ci mette davanti l’invito all’apostolato. “Se apostolato significa inviare, mandare, colui che manda è solo il Padre, e manda la sua Parola incarnata che è l’unica realtà che dona la salvezza, nel senso pieno di salvezza santità.
… l’essenziale è seminare un germe di salvezza che è quanto dire far entrare a contatto con la Parola, perché solo la Parola inviata dal Padre è santa: la Parola di Dio, che è diventata in Cristo realtà umana, la Parola che continua la sua presenza e la sua azione stabile attraverso la Chiesa, la Parola che diventa concretezza di forza nei sacramenti, la Parola lasciata agli apostoli, annunciata da loro e dai loro successori.
L’apostolato è far entrare in contatto con Cristo, con i sacramenti, con la gerarchia, far fare esperienza di tutte questa realtà: non basta una forma vaga o solo iniziale di religiosità, è necessario far penetrare in tutta la ricchezza di doni e di strutture che la volontà di Dio ha voluto e creato.
Quando una creatura sente il desiderio di Dio e lo dimostra esternamente vuol dire che il Signore ha già lavorato dentro di lei; noi possiamo soltanto accompagnare questa azione di Dio aiutandola a prenderne coscienza. Lo Spirito lavora nelle anime, noi dobbiamo solo aiutarle perché facciano esperienza del divino. Ma in che modo? Innanzitutto con la parola messaggio; S. Paolo diceva «Guai a me se non avrò evangelizzato». Noi dovremmo sentire l’ansia di evangelizzare. Certo bisogna prepararsi per il rispetto che la Parola richiede, ma poi bisogna essere capaci di buttarsi con coraggio, direi con audacia.
Accanto alla parola messaggio, la parola incarnata: ciascuno di noi deve sentire l’esigenza di essere incarnazione della Parola, testimonianza di essa. … gli uomini hanno bisogno di vedere, di trovare in noi l’incarnazione di ciò che annunciano: occorre parlare, allora, con i nostri comportamenti, con il nostro modo di pregare, di ragionare, di esprimerci, di agire. La nostra testimonianza deve essere così profonda da diventare esperienza che non si sfalda nel rapporto quotidiano con gli altri, ma è vita duratura, fedele, coerente, consequenziale.” (Servo di Dio Guglielmo Giaquinta)
Oggi il Vangelo ci mette davanti l’invito all’apostolato. “Se apostolato significa inviare, mandare, colui che manda è solo il Padre, e manda la sua Parola incarnata che è l’unica realtà che dona la salvezza, nel senso pieno di salvezza santità.
… l’essenziale è seminare un germe di salvezza che è quanto dire far entrare a contatto con la Parola, perché solo la Parola inviata dal Padre è santa: la Parola di Dio, che è diventata in Cristo realtà umana, la Parola che continua la sua presenza e la sua azione stabile attraverso la Chiesa, la Parola che diventa concretezza di forza nei sacramenti, la Parola lasciata agli apostoli, annunciata da loro e dai loro successori.
L’apostolato è far entrare in contatto con Cristo, con i sacramenti, con la gerarchia, far fare esperienza di tutte questa realtà: non basta una forma vaga o solo iniziale di religiosità, è necessario far penetrare in tutta la ricchezza di doni e di strutture che la volontà di Dio ha voluto e creato.
Quando una creatura sente il desiderio di Dio e lo dimostra esternamente vuol dire che il Signore ha già lavorato dentro di lei; noi possiamo soltanto accompagnare questa azione di Dio aiutandola a prenderne coscienza. Lo Spirito lavora nelle anime, noi dobbiamo solo aiutarle perché facciano esperienza del divino. Ma in che modo? Innanzitutto con la parola messaggio; S. Paolo diceva «Guai a me se non avrò evangelizzato». Noi dovremmo sentire l’ansia di evangelizzare. Certo bisogna prepararsi per il rispetto che la Parola richiede, ma poi bisogna essere capaci di buttarsi con coraggio, direi con audacia.
Accanto alla parola messaggio, la parola incarnata: ciascuno di noi deve sentire l’esigenza di essere incarnazione della Parola, testimonianza di essa. … gli uomini hanno bisogno di vedere, di trovare in noi l’incarnazione di ciò che annunciano: occorre parlare, allora, con i nostri comportamenti, con il nostro modo di pregare, di ragionare, di esprimerci, di agire. La nostra testimonianza deve essere così profonda da diventare esperienza che non si sfalda nel rapporto quotidiano con gli altri, ma è vita duratura, fedele, coerente, consequenziale.” (Servo di Dio Guglielmo Giaquinta)
Preghiera dei fedeli
• Signore ti preghiamo per la Chiesa, nella quale siamo famiglia chiamata a vivere e diffondere l’amore del Padre, perché sia sempre casa ospitale, luogo dell’accoglienza fraterna, cuore che pulsa per la santità di tutti gli uomini. Preghiamo
• Signore ti preghiamo per il Papa, i Vescovi e tutti i sacerdoti, perché sentano come un dono la paternità e la cura spirituale che sono chiamati ad esercitare verso tante persone, e possano veder crescere attorno a loro comunità ricche di fede e generose nell’amore. Preghiamo
• Signore ti preghiamo per la società nella quale viviamo e nella quale ci chiami a essere segno di luce e di contraddizione. Fa che non prevalgano i giudizi, le prevaricazioni, gli egoismi, ma rendici capaci di saper agire sempre con la misura del tuo amore. Preghiamo
• Signore ti preghiamo perché non manchino sante vocazioni alla vita sacerdotale, alla vita consacrata, al matrimonio, la gioia del Vangelo riempi tanti cuori e li conduca a voler essere strumenti disponibili del Tuo progetto di amore per il mondo. Preghiamo.
• Signore ti preghiamo per il Papa, i Vescovi e tutti i sacerdoti, perché sentano come un dono la paternità e la cura spirituale che sono chiamati ad esercitare verso tante persone, e possano veder crescere attorno a loro comunità ricche di fede e generose nell’amore. Preghiamo
• Signore ti preghiamo per la società nella quale viviamo e nella quale ci chiami a essere segno di luce e di contraddizione. Fa che non prevalgano i giudizi, le prevaricazioni, gli egoismi, ma rendici capaci di saper agire sempre con la misura del tuo amore. Preghiamo
• Signore ti preghiamo perché non manchino sante vocazioni alla vita sacerdotale, alla vita consacrata, al matrimonio, la gioia del Vangelo riempi tanti cuori e li conduca a voler essere strumenti disponibili del Tuo progetto di amore per il mondo. Preghiamo.
Dialogo eucaristico
Gustiamo e vediamo, Signore, come Tu sei buono! Ce lo dicono la bocca, i sensi, le mani, tutto il nostro essere, che riceve e gusta tangibilmente, nell’Eucaristia, il dono della Tua Presenza. Ti lodiamo e viviamo di gratitudine. Tu, Gesù, che attraversi le nostre strade, che ti chini sulla debolezza e puoi sanare e guarire ogni ferita, Tu, Signore e Maestro, ci coinvolgi nel tuo amore folle per l’umanità, per ogni singola persona. Tu che ci insegni a non passare oltre ai drammi del mondo, a non voltare lo sguardo allo sguardo di chi ci sta vicino, Tu ci spingi a sentire come Te quella compassione profonda che genera preghiera, azione, audacia apostolica. Tu ci hai fatti e noi siamo tuoi, Tu unico Dio e pastore di tutti. Amen
Gustiamo e vediamo, Signore, come Tu sei buono! Ce lo dicono la bocca, i sensi, le mani, tutto il nostro essere, che riceve e gusta tangibilmente, nell’Eucaristia, il dono della Tua Presenza. Ti lodiamo e viviamo di gratitudine. Tu, Gesù, che attraversi le nostre strade, che ti chini sulla debolezza e puoi sanare e guarire ogni ferita, Tu, Signore e Maestro, ci coinvolgi nel tuo amore folle per l’umanità, per ogni singola persona. Tu che ci insegni a non passare oltre ai drammi del mondo, a non voltare lo sguardo allo sguardo di chi ci sta vicino, Tu ci spingi a sentire come Te quella compassione profonda che genera preghiera, azione, audacia apostolica. Tu ci hai fatti e noi siamo tuoi, Tu unico Dio e pastore di tutti. Amen
Idea guida
Viviamo la gioia di essere discepoli amati e inviati.
Viviamo la gioia di essere discepoli amati e inviati.
Animazione liturgica preparata da Antonella Baialardo
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