Idea Luce
Dio ascolta i poveri, si prende cura di chi confida in Lui.
Dio ascolta i poveri, si prende cura di chi confida in Lui.
Introduzione
Oggi, in questa Liturgia della XII domenica del tempo Ordinario, siamo chiamati a sintonizzare pensieri e sentimenti alle parole del Salmo che ascolteremo, parole che rivelano il mistero di Dio Padre buono per noi e incoraggiano a una vita totalmente affidata alla Sua benevolenza e quindi sicura e benedetta: “buono è il Suo amore … Vedano i poveri e si rallegrino; voi che cercate Dio, fatevi coraggio, perché il Signore ascolta i miseri”. Cogliamo l’occasione di pregare particolarmente per chi fa fronte a situazioni di paura, di oscurità, di scoraggiamento. Per tutti facciamoci voce di intercessione e presenza che accompagna.
Oggi, in questa Liturgia della XII domenica del tempo Ordinario, siamo chiamati a sintonizzare pensieri e sentimenti alle parole del Salmo che ascolteremo, parole che rivelano il mistero di Dio Padre buono per noi e incoraggiano a una vita totalmente affidata alla Sua benevolenza e quindi sicura e benedetta: “buono è il Suo amore … Vedano i poveri e si rallegrino; voi che cercate Dio, fatevi coraggio, perché il Signore ascolta i miseri”. Cogliamo l’occasione di pregare particolarmente per chi fa fronte a situazioni di paura, di oscurità, di scoraggiamento. Per tutti facciamoci voce di intercessione e presenza che accompagna.
Liturgia della Parola
LETTURE:
Ger 20, 10-13;
Sal 68 – Rit. Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio;
Rom 5, 12-15;
Mt 10, 26-33
L’uomo, anche il profeta, che tutto spera in Dio, non ha vergogna di gridare il suo bisogno di aiuto, di esprimere i suoi sentimenti di paura. Con fede il salmista fa risuonare per tutti noi la sua richiesta: “Rispondimi, Signore … volgiti a me nella tua grande tenerezza”. E di questa tenerezza e benevolenza di Dio Padre ci è garante e testimone Gesù, Lui che è, come dice Paolo, “grazia di Dio, dono concesso in abbondanza su tutti”. Che possiamo accogliere fiduciosi l’invito del Vangelo a non temere, a sentirci protetti dall’alto e chiamati a dirlo a tutti.
LETTURE:
Ger 20, 10-13;
Sal 68 – Rit. Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio;
Rom 5, 12-15;
Mt 10, 26-33
L’uomo, anche il profeta, che tutto spera in Dio, non ha vergogna di gridare il suo bisogno di aiuto, di esprimere i suoi sentimenti di paura. Con fede il salmista fa risuonare per tutti noi la sua richiesta: “Rispondimi, Signore … volgiti a me nella tua grande tenerezza”. E di questa tenerezza e benevolenza di Dio Padre ci è garante e testimone Gesù, Lui che è, come dice Paolo, “grazia di Dio, dono concesso in abbondanza su tutti”. Che possiamo accogliere fiduciosi l’invito del Vangelo a non temere, a sentirci protetti dall’alto e chiamati a dirlo a tutti.
Traccia di riflessione
Dio Padre ha amato infinitamente il Figlio e come ha amato infinitamente il Figlio così il Padre ama noi. Ecco allora un punto importante: i rapporti del Padre con ciascuno di noi, verso cui ha una grande tenerezza. Il Padre – è Gesù che ce lo dice- pensa agli uccelli dell’aria. Che cosa sono gli uccelli dell’aria? Piccola cosa, il canto, la gioia di un volo, poi scompaiono, muoiono, cadono, eppure non uno di questi uccelli cade a terra morto senza che il Padre lo sappia e lo permetta. Agli uccelli dell’aria, che certo non hanno il tempo di seminare, di raccogliere, di costruire granai, a quegli uccelli il Padre non fa mancare il cibo quotidiano. E passando in mezzo ad un campo, Gesù si ferma a guardare quelle erbe, quei fiori campestri e dice: “Neppure Salomone in tutto il suo splendore, è mai andato vestito come uno di questi gigli del campo, che sono vestiti dal Padre mio; e se questi gigli del campo, che oggi sono e domani vengono gettati nella fornace come erba secca per bruciare, il Padre li veste così, quanto più penserà a voi, uomini di poca fede. Perché vi preoccupate di ciò che mangerete, che cosa voi vestirete, che cosa berrete, ma forse che a forza di pensare potete innalzare anche solo di pochi centimetri la vostra altezza? Non preoccupatevi, abbandonatevi a questa fiducia, a questo amore del Padre: Non un solo capello cadrà dal vostro capo senza che il Padre vostro lo sappia.” (cfr Lc 12, 22-29).
La sapienza popolare ha espresso il medesimo concetto: non cade foglia che Dio non voglia. Sentiamoci sotto lo sguardo ininterrotto dell’amore del Padre, anche quando tutto ci sembra coperto da una coltre di nubi; anche quando abbiamo la sensazione che il Padre non ci ascolti, che l’aridità sia pesante nel nostro cuore, noi siamo sotto lo sguardo ininterrotto di questo Padre buono, che fa cadere la pioggia sui buoni e sui cattivi, fa splendere il sole sui buoni e sui cattivi. (cfr Mt 5, 45). Queste sono parole del Vangelo, nel quale troverete questo insegnamento costante di Gesù: senso di fiducia e di abbandono che noi dobbiamo avere verso il Padre, perché Egli a tutti noi dà questa certezza del Suo amore, a tutti noi dà qualche cosa. Non esiste una creatura umana che rivolgendosi a Dio possa dire: tu nulla mi hai dato, perché il Padre a tutti dà con abbondanza. Forse saremo noi a fare male i nostri calcoli, forse saremo noi a pensare che quanto il Signore ci ha dato è poco o è nulla. In realtà, se quel tanto che il Signore ci ha dato, noi sapessimo metterlo a frutto, certamente ne avremmo un bene immenso per la nostra anima. (Servo di Dio Guglielmo Giaquinta)
Dio Padre ha amato infinitamente il Figlio e come ha amato infinitamente il Figlio così il Padre ama noi. Ecco allora un punto importante: i rapporti del Padre con ciascuno di noi, verso cui ha una grande tenerezza. Il Padre – è Gesù che ce lo dice- pensa agli uccelli dell’aria. Che cosa sono gli uccelli dell’aria? Piccola cosa, il canto, la gioia di un volo, poi scompaiono, muoiono, cadono, eppure non uno di questi uccelli cade a terra morto senza che il Padre lo sappia e lo permetta. Agli uccelli dell’aria, che certo non hanno il tempo di seminare, di raccogliere, di costruire granai, a quegli uccelli il Padre non fa mancare il cibo quotidiano. E passando in mezzo ad un campo, Gesù si ferma a guardare quelle erbe, quei fiori campestri e dice: “Neppure Salomone in tutto il suo splendore, è mai andato vestito come uno di questi gigli del campo, che sono vestiti dal Padre mio; e se questi gigli del campo, che oggi sono e domani vengono gettati nella fornace come erba secca per bruciare, il Padre li veste così, quanto più penserà a voi, uomini di poca fede. Perché vi preoccupate di ciò che mangerete, che cosa voi vestirete, che cosa berrete, ma forse che a forza di pensare potete innalzare anche solo di pochi centimetri la vostra altezza? Non preoccupatevi, abbandonatevi a questa fiducia, a questo amore del Padre: Non un solo capello cadrà dal vostro capo senza che il Padre vostro lo sappia.” (cfr Lc 12, 22-29).
La sapienza popolare ha espresso il medesimo concetto: non cade foglia che Dio non voglia. Sentiamoci sotto lo sguardo ininterrotto dell’amore del Padre, anche quando tutto ci sembra coperto da una coltre di nubi; anche quando abbiamo la sensazione che il Padre non ci ascolti, che l’aridità sia pesante nel nostro cuore, noi siamo sotto lo sguardo ininterrotto di questo Padre buono, che fa cadere la pioggia sui buoni e sui cattivi, fa splendere il sole sui buoni e sui cattivi. (cfr Mt 5, 45). Queste sono parole del Vangelo, nel quale troverete questo insegnamento costante di Gesù: senso di fiducia e di abbandono che noi dobbiamo avere verso il Padre, perché Egli a tutti noi dà questa certezza del Suo amore, a tutti noi dà qualche cosa. Non esiste una creatura umana che rivolgendosi a Dio possa dire: tu nulla mi hai dato, perché il Padre a tutti dà con abbondanza. Forse saremo noi a fare male i nostri calcoli, forse saremo noi a pensare che quanto il Signore ci ha dato è poco o è nulla. In realtà, se quel tanto che il Signore ci ha dato, noi sapessimo metterlo a frutto, certamente ne avremmo un bene immenso per la nostra anima. (Servo di Dio Guglielmo Giaquinta)
Preghiera dei fedeli
• Per la Chiesa di Dio diffusa nel mondo, in particolare per i luoghi dove la fede è più ostacolata, perché non manchi ai vescovi, ai sacerdoti, a tutto il popolo di Dio, il coraggio di perseverare nella luce e testimonianza del Vangelo. Preghiamo
• Per i popoli e le nazioni che vivono il dramma della guerra o condizioni di oppressione, perché chi esercita il potere ed è responsabile delle ingiustizie faccia passi di umiltà e saggezza e impari da Cristo il rispetto di ogni persona come figlio di Dio. Preghiamo
• Perché nelle nostre comunità cristiane si rafforzi l’attenzione alle categorie sociali più fragili, ai fratelli più soli, alle persone meno protette, perché aumenti il servizio della carità autentica e la sincera condivisione che viene dall’amore dell’unico Padre. Preghiamo
• Per tutti noi, perché non dimentichiamo mai che siamo stati pienamente redenti dal sacrificio di Gesù, morto e risorto per noi, che in Lui la vita può rinascere sempre e può essere liberata dal peccato e dalla sofferenza, Preghiamo.
• Per i popoli e le nazioni che vivono il dramma della guerra o condizioni di oppressione, perché chi esercita il potere ed è responsabile delle ingiustizie faccia passi di umiltà e saggezza e impari da Cristo il rispetto di ogni persona come figlio di Dio. Preghiamo
• Perché nelle nostre comunità cristiane si rafforzi l’attenzione alle categorie sociali più fragili, ai fratelli più soli, alle persone meno protette, perché aumenti il servizio della carità autentica e la sincera condivisione che viene dall’amore dell’unico Padre. Preghiamo
• Per tutti noi, perché non dimentichiamo mai che siamo stati pienamente redenti dal sacrificio di Gesù, morto e risorto per noi, che in Lui la vita può rinascere sempre e può essere liberata dal peccato e dalla sofferenza, Preghiamo.
Dialogo eucaristico
Signore Gesù, amico degli uomini, Tu ci insegni a comprendere che solo Tu sai donare la felicità, perché ti stiamo a cuore, ti prendi cura di noi e desideri soltanto il nostro bene.
Ci insegni l’amore gratuito del Padre, che ci spinge a vivere i tuoi stessi sentimenti, a seguire la tua volontà, ad andare contro corrente.
Facci conoscere la vera beatitudine, che è l’unione profonda con Te, l’umiltà del cuore, la preghiera costante per tutti. Amen
Ci insegni l’amore gratuito del Padre, che ci spinge a vivere i tuoi stessi sentimenti, a seguire la tua volontà, ad andare contro corrente.
Facci conoscere la vera beatitudine, che è l’unione profonda con Te, l’umiltà del cuore, la preghiera costante per tutti. Amen
Idea guida
Liberi da ogni paura manifestiamo con franchezza la nostra fede.
Liberi da ogni paura manifestiamo con franchezza la nostra fede.
Animazione liturgica preparata da Claudia Baialardo e Maria Francesca Ragusa
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