Centro di ascolto della Parola di Dio

Invocazione allo Spirito Santo
Spirito Santo, Spirito Divino,
noi t’invochiamo, ascolta la nostra preghiera.
Spirito Santo,
Tu sei l’amore trinitario che congiunge il Padre con il Verbo
Tu sei l’espressione dell’amore missionario del Padre alla ricerca dei suoi figli
Tu sei stato l’autore del Verbo eterno incarnato nel seno di Maria
Tu hai santificato la Chiesa nella Pentecoste
Tu ci hai chiamati tutti alla santità
Tu ci hai donato di essere apostoli di santità nel mondo;
non dimenticare che vogliamo ascoltare la tua Parola, il tuo sussurro,
che vogliamo seguirti in questo cammino verso la santità,
che vogliamo consumarci perché i nostri fratelli
ci seguano nello stesso cammino.
Spirito Santo, Spirito Divino,
noi t’invochiamo, ascolta la nostra preghiera.
(Servo di Dio Guglielmo Giaquinta)

In ascolto
Matteo 13, 31-33
Egli propose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi; ma, quand’è cresciuto, è maggiore degli ortaggi e diventa un albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami». Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre misure di farina, finché la pasta sia tutta lievitata».

C’è nulla di peggio di un cristiano che non si cura della salvezza degli altri? Non puoi qui tirar fuori la povertà; infatti quella donnetta che mise le due monetine ti accuserà (Mc 12, 48). Anche Pietro diceva al paralitico: Non ho né argento né oro (At 3, 6). Così Paolo era talmente povero da patire spesso la fame e mancare del cibo necessario. Non puoi mettere avanti la tua umile condizione; gli apostoli infatti erano umili e di basse origini. Non puoi addurre il pretesto dell’ignoranza; anche loro erano illetterati. Fossi schiavo o fuggiasco, puoi sempre fare ciò che dipende da te. Così era la situazione di Onesimo di cui Paolo fa l’elogio (Fil; Col 4, 9). Non puoi obiettare che sei debole; così era anche Timoteo. Chiunque può essere utile al prossimo, se vuole compiere la sua parte. Non vedete gli alberi delle foreste, come sono rigogliosi, come sono belli, sviluppati, snelli e alti? Ma se avessimo un orto vorremmo avere melograni e olivi fecondi piuttosto che quelli sterili… Così sono coloro che vedono soltanto i propri interessi… Se il lievito mescolato alla farina non porterà tutto a fermentazione, è davvero lievito? E che dire di un profumo che non investa quanti si accostano? Lo si chiamerà ancora profumo? E non dire che è impossibile influenzare gli altri al bene, perché, se sei cristiano, è impossibile che qualcosa non si trasmetta; fa parte della natura stessa del cristiano… Dire che un cristiano non può essere utile al prossimo è come negare al sole la possibilità di illuminare e riscaldare.
(S. Giovanni Crisostomo)

Nella Chiesa, santa e composta da peccatori, troverai tutto ciò di cui hai bisogno per crescere verso la santità. Il Signore l’ha colmata di doni con la Parola, i Sacramenti, i santuari, la vita delle comunità, la testimonianza dei santi, e una multiforme bellezza che procede dall’amore del Signore, «come una sposa si adorna di gioielli» (Is 61, 10).
Questa santità a cui il Signore ti chiama andrà crescendo mediante piccoli gesti. Per esempio: una signora va al mercato a fare la spesa, incontra una vicina e inizia a parlare, e vengono le critiche. Ma questa donna dice dentro di sé: “No, non parlerò male di nessuno”. Questo è un passo verso la santità. Poi, a casa, suo figlio le chiede di parlare delle sue fantasie e, anche se è stanca, si siede accanto a lui e ascolta con pazienza e affetto. Ecco un’altra offerta che santifica. Quindi sperimenta un momento di angoscia, ma ricorda l’amore della Vergine Maria, prende il rosario e prega con fede. Questa è un’altra via di santità. Poi esce per strada, incontra un povero e si ferma a conversare con lui con affetto. Anche questo è un passo avanti.
(Papa Francesco, Gaudete et Exsultate, 15-16)

In riflessione
Riesco a individuare nella mia quotidianità i piccoli passi possibili di santità? Nella mia preghiera chiedo a Dio la crescita nel cammino di santità personale e di chi mi vive accanto?
Come parlare di santità nel mondo di oggi?

In preghiera
Signore, donaci dei santi
Donaci degli uomini di Dio,
degli uomini per cui Dio sia tutto.
Donaci degli uomini
pieni di amore per te,
che non vivano se non per te.

Donaci degli uomini
che non si possano guardare senza vederti,
ascoltare senza sentirti, degli uomini
che strappino il mondo dal suo materialismo,
imponendogli l’evidenza della tua salvezza.
Signore, noi abbiamo bisogno di santi.

Tu che sei l’autore
ed il coronatore della santità,
suscitali dovunque,
tra i poveri come tra gli abbienti,
tra gli umili come tra i sapienti,
tra chi vive nel mondo e lo deve consacrare
con la sua testimonianza,
come tra chi ha rinunziato al
mondo per affermare
la tua trascendenza.

Fa’ che ognuno comprenda
che la santità è dono e conquista;
che il santo è il cristiano,
come il cristiano è l’uomo secondo Dio,
cioè l’uomo integrale.

Fa’ che ognuno voglia divenire
quello che tu l’hai fatto essere,
percorrendo la via dei giusti,
che è come la luce dell’alba
che va crescendo fino al giorno perfetto.

Signore, abbiamo bisogno di santi
perché abbiamo bisogno di salvezza.
Signore, donaci dei santi!
(Servo di Dio Guglielmo Giaquinta)

Sussidio preparato da Stefania Castelli


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