Nell’indifferenza… dialogo

Idea luce

La comunione è “essenza” della Chiesa, fondamento della sua missione nel mondo. Partecipando alla vita della Chiesa, alla comunità, all’associazione o movimento al quale apparteniamo impariamo ad estendere e rinsaldare le relazioni umane. La Chiesa è come una famiglia umana, ma è anche allo stesso tempo la grande famiglia di Dio nella quale tutti sono importanti, tutti soffrono se uno soffre, tutti sono uniti nel medesimo sentire, a tutti è rivolta la chiamata alla santità.

1Corinzi 12, 14-26

Lui non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo. Ciascuno di noi gli interessa; il suo amore gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade.

Però succede che quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri, non ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono… allora il nostro cuore cade nell’indifferenza: mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno bene. Questa attitudine egoistica, di indifferenza, ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione dell’indifferenza. Si tratta di un disagio che, come cristiani, dobbiamo affrontare. Quando il popolo di Dio si converte al suo amore, trova le risposte a quelle domande che continuamente la storia gli pone. Una delle sfide più urgenti sulla quale voglio soffermarmi in questo messaggio è quella della globalizzazione dell’indifferenza.

L’indifferenza verso il prossimo e verso Dio è una reale tentazione anche per noi cristiani. Abbiamo perciò bisogno di sentire in ogni Quaresima il grido dei profeti che alzano la voce e ci svegliano.

Dio non è indifferente al mondo, ma lo ama fino a dare il suo Figlio per la salvezza di ogni uomo. Nell’incarnazione, nella vita terrena, nella morte e risurrezione del Figlio di Dio, si apre definitivamente la porta tra Dio e uomo, tra cielo e terra. E la Chiesa è come la mano che tiene aperta questa porta mediante la proclamazione della Parola, la celebrazione dei Sacramenti, la testimonianza della fede che si rende efficace nella carità.

Papa Francesco, Messaggio per la Quaresima 2015

Discesi sul piano concreto dell’oggi, rendiamoci conto che solo trasformando la fraternità da ‘utopia astratta’ in ‘utopia operativa’, capace cioè di animare le nostre azioni di ogni giorno, potremo camminare realmente e concretamente verso un mondo nuovo, fondato non sulla pura giustizia ma su un amore pieno che trasformi i cuori degli uomini e l’intera civiltà.

Guglielmo Giaquinta, La rivolta dei samaritani

Le parole del Fondatore del Movimento Pro Sanctitate, rivolte in modo particolare ai sacerdoti, raggiungono e riguardano tutti.

È la parola del giorno, «fraternità», ma non ti inganni ciò che appare. La ripetono, la colorano, la sbandierano ma, con i fatti, poi troppi la ignorano. Spesso, è solo emozione, lusso saltuario, gesto reclamizzato, breve pausa nel tempo; non certo fraternità «d’ogni ora» come lo fu per Cristo. Mostra con la tua vita, sacerdote, che ancora qualcuno ai fratelli sa dare «tutto» e «sempre».

Gugliemo Giaquinta

“Il dialogo della salvezza non obbligò fisicamente alcuno ad accoglierlo; fu una formidabile domanda d’amore la quale, se costituì una tremenda responsabilità in coloro a cui fu rivolta, li lasciò tuttavia liberi di corrispondervi o rifiutarla. Inoltre il dialogo della salvezza fu reso possibile a tutti; a tutti senza discriminazione alcuna di destinatario: il nostro deve essere così universale, cattolico, cioè capace di annodarsi con ognuno, salvo che l’uomo non lo respinga totalmente”.

Paolo VI

Se tu rallenti, essi si fermano; se tu ti scoraggi, essi desistono;

Se tu ti siedi, essi si coricano; se tu dubiti, essi si disperano;

Se tu critichi, essi demoliscono; se tu li precedi, essi ti oltrepasseranno;

Se dai la mano            , essi daranno la vita. E se tu preghi, allora essi saranno santi.

da una frase sul tavolo di un cappellano della Jeunesse Ouvriere Catholique, morto dopo aver dato tutto ai giovani.

Approfondimenti

  • Alleniamoci ad uno stile di dialogo e di incontro: un occhio all’orologio ed uno al mio interlocutore… Quanto spesso stare con l’altro è per me solo presenza fisica?
  • Quanto tempo trascorro con altri al di fuori della mia famiglia? E chi
  • sono questi altri?
  • Quali aperture richiede il dialogo che ha come riferimento l’agire di Gesù?

 

  • Il mio modo di occuparmi degli altri considera prima di tutto l’esigenza dell’altro?

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