Amoris Laetitia

Prosegue l’itinerario di accostamento al documento di papa Francesco Amoris Laetitia.

Nel desiderio di riproporre a noi stessi e ai Lettori il quarto capitolo dell’Amoris laetitia ci assale la preoccupazione di non voler in nulla disturbare l’approccio a questo testo che fa riferimento a sua volta all’inno paolino della prima Lettera ai Corinti (13, 4-7).

L’amore è al cuore stesso del matrimonio, un amore che non può riferirsi all’uso consumato della parola, ma compie una esegesi puntuale e sapienziale delle parole paoline in riferimento alla concretezza del vissuto coniugale. Francesco volendo esprimere in un un’unica espressione l’amore lo definisce ‘amore malgrado tutto’ (n. 119), dove siamo chiamati a cogliere non tanto le fatiche attraversate, ma soprattutto il fascino misterioso del concreto intreccio divino e umano che sostanzia la ‘carità coniugale’.

Proprio a questo quarto capitolo il gruppo coppie Pro Sanctitate a cui apparteniamo fa riferimento per tutto questo anno pastorale. È bastato il primo incontro per restare stupiti e conquistati dalla profondità della proposta di Dio che dà forma ad ogni istante della nostra vita di coppia e di famiglia. E non è stato difficile ritrovare in Paolo e in Francesco l’intensità del Servo di Dio Guglielmo Giaquinta.

Chi desidera somigliare a Cristo si ritrova simile nel percorso, così chi guarda alla Santa Famiglia gusta la gioia dell’amore vero, lo Spirito che abita i cuori, le famiglie, le case, l’intera umanità.

Proponiamo in questo nostro contributo uno scorcio della riflessione che ci ha guidato, pensando di condividere con i Lettori non solo un’esperienza ma un modo di far entrare nella nostra vita la proposta di papa Francesco e il desiderio che Dio ha di farci santi insieme.

L’amore ci porta a un sincero apprezzamento di ciascun essere umano, riconoscendo il suo diritto alla felicità. Amo quella persona, la guardo con lo sguardo di Dio Padre, che ci dona tutto «perché possiamo goderne» (1 Tm 6, 17), e dunque accetto dentro di me che possa godere di un buon momento. (96)

Come ci guardiamo?

Per poter comprendere, scusare e servire gli altri di cuore, è indispensabile guarire l’orgoglio e coltivare l’umiltà… (98)

Pensiamo di comprendere, di andare incontro, di donarci: stiamo guarendo l’orgoglio e coltivando l’umiltà?

Accettare il matrimonio come una sfida che richiede di lottare, di rinascere, di reinventarsi e ricominciare sempre di nuovo. (124)

Il nostro matrimonio accoglie questa sfida?

Perché tale amore possa attraversare tutte le prove e mantenersi fedele nonostante tutto, si richiede il dono della grazia che lo fortifichi e lo elevi. (124)

La Grazia: un dono da chiedere, da accogliere, da condividere: come lo facciamo?

Il matrimonio, inoltre, è un’amicizia che comprende le note proprie della passione, ma sempre orientata verso un’unione via via più stabile e intensa. Perché «non è stato istituito soltanto per la procreazione», ma affinché l’amore reciproco «abbia le sue giuste manifestazioni, si sviluppi e arrivi a maturità». Questa peculiare amicizia tra un uomo e una donna acquista un carattere totalizzante che si dà unicamente nell’unione coniugale. Proprio perché è totalizzante questa unione è anche esclusiva, fedele e aperta alla generazione. Si condivide ogni cosa, compresa la sessualità, sempre nel reciproco rispetto. (125)

Tra noi viviamo un’amicizia speciale? La coltiviamo? Come?

La nostra unione sessuale: parliamone.

Nel matrimonio è bene avere cura della gioia dell’amore. (126)

La gioia in mezzo a noi, dentro di noi, da condividere in famiglia e con tutti.

La tenerezza… è una manifestazione di questo amore che si libera dal desiderio egoistico di possesso egoistico. Ci porta a vibrare davanti a una persona con un immenso rispetto e con un certo timore di farle danno o di toglierle la sua libertà. (127)

Tenerezza, una vibrazione crescente: tra noi è così?

Quante cose fanno a volte i coniugi e i figli per essere considerati e tenuti in conto! Molte ferite e crisi hanno la loro origine nel momento in cui smettiamo di contemplarci. L’amore apre gli occhi e permette di vedere, al di là di tutto, quanto vale un essere umano. La gioia di tale amore contemplativo va coltivata. (128)

Amore contemplativo tra noi?

Per altro verso, la gioia si rinnova nel dolore. […] Dopo aver sofferto e combattuto uniti, i coniugi possono sperimentare che ne è valsa la pena, perché hanno ottenuto qualcosa di buono, hanno imparato qualcosa insieme, o perché possono maggiormente apprezzare quello che hanno. (130)

Gioia che si rinnova nel dolore: confrontiamoci…

da Elevazione dei coniugi alla Trinità (G. Giaquinta)

O Trinità beata,

ci hai chiamato a formare attraverso il sacramento del matrimonio una comunità di amore, ascolta ora la nostra preghiera.

Padre,

donaci di saper vivere la fecondità del tuo amore donativo, la fraternità verso tutti i tuoi figli.

Signore Gesù,

che la nostra famiglia sia sempre immagine viva del tuo amore infinito

e immolativo verso la Chiesa, tua sposa, e diventi modello per tutti

della comune chiamata alla perfezione e alla santità.

Spirito divino,

concedici fuoco d’amore forza nelle difficoltà e generosa donazione ai fratelli.

a cura di Germana e Gianluca Ludovici, Teresa Carboni

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