Giuliano Eymard

Il santo del mese - 2 agosto 2013

Una spiritualità eucaristica. «L’Eucaristia è l’Emanuele Personale». «L’Eucaristia è il Signore Gesù sotto un’altra forma di vita, in un’altra funzione d’amore». «La Santa Eucaristia è Gesù passato, presente e futuro».

 

Sono questi alcuni tra gli innumerevoli splendidi pensieri che san Pier Giuliano Eymard espresse sul Sacramento che riteneva essere il maggior punto di convergenza di tutti i misteri di Gesù, un sacramento in cui si rivela l’amore stesso del Signore per l’uomo, un amore che diventa modello perfetto di vita interiore, di esercizio delle virtù, specialmente dell’umiltà e della vita nascosta. «Nello stato sacramentale – egli ancora scriveva – Gesù è il modello di tutte le virtù evangeliche». Nel corso della sua non lunga vita (1811-1868), san Pier Giuliano, nel Pane eucaristico, adorò davvero profondamente la presenza reale del Signore, facendo dell’adorazione l’oggetto della sua anima contemplativa e la principale ragione d’essere delle due Congregazioni religiose da lui fondate. Per meglio comprendere dunque una spiritualità così spiccatamente eucaristica e adorante è innanzi tutto importante illustrare come essa nacque, crebbe e maturò all’interno dell’esperienza biografica del Santo.

«Sto vicino a Gesù e lo ascolto»

 

Fin dai suoi primi anni di vita, egli ricevette dalla madre una profonda educazione alla preghiera; con lei si recava in chiesa la domenica per la Messa e la benedizione pomeridiana e durante la settimana compiva frequenti visite al SS. Sacramento. Iniziò così a sviluppare una pietà precoce e fervente che a soli quattro o cinque anni lo portò ad essere protagonista di un singolare episodio. Un giorno si rese introvabile; la mamma e la sorella Marianne affannate lo cercarono a lungo invano, finché quest’ultima lo trovò in chiesa dietro l’altar maggiore, inginocchiato sullo scalino più alto dello sgabello vicino al tabernacolo; alla sua domanda inquieta e spazientita: «Cosa fai lì?», il piccolo semplicemente rispose: «Sto vicino a Gesù e lo ascolto», una risposta dal forte sapore profetico in relazione a ciò che avrebbe realizzato nel suo futuro. A diciotto anni, quand’era seminarista, ricevette poi una grazia particolare che gli fece scoprire «l’amore esclusivo dell’Eucaristia», che divenne così il suo «centro» di vita. Giovane sacerdote diocesano, mentre pregava su un «Calvario » edificato su una roccia non lontano dalla chiesetta del paesino di Saint-Romans in val d’Isère, fu protagonista di un’altra esperienza soprannaturale, nel corso della quale la sua preghiera divenne «una contemplazione deliziosa». Quando era poi religioso della Società di Maria, durante la processione eucaristica del Corpus Domini del 1845, la sua anima «fu penetrata dalla fede e dall’amore a Gesù nel divin Sacramento» tanto da sentire da allora in poi «una forte attrazione verso di Lui». Ancora, importanti e fondamentali nel suo processo di maturazione spirituale furono le due singolari grazie che san Pier Giuliano chiamò di «vocazione» e di «donazione», vissute rispettivamente nel 1851 presso il santuario mariano di Fourvière non lontano da Lione e nei pressi di La Seyne nel 1853. In entrambe vi è al centro la realtà eucaristica, che san Pier Giuliano Eymard avverte di voler adorare intensamente in una dimensione di intima unione sacramentale.

Fu infine nel «Ritiro di Roma» – un breve periodo di due mesi che il Santo, già a capo della Congregazione dei sacerdoti del SS. Sacramento, da lui fondata a Parigi nel 1856, trascorse, circa dieci anni dopo, presso i padri Redentoristi –che la sua spiritualità eucaristica raggiunse le più alte vette, come ben testimoniano i numerosi suoi appunti personali di quei giorni. Eccone solo uno, che ben li sintetizza tutti: «Il mio pensiero dominante sarà Gesù Sacramentato ». Non si può non cogliere in queste pochissime parole come la sua preghiera assunse veramente il carattere e il nome di adorazione, un termine che, secondo la sua etimologia, deriva dall’espressione latina «ad os» che letteralmente significa «verso la bocca». Adorare vuol dire dunque entrare in un rapporto di «bocca a bocca spirituale» con Dio, in uno scambio in cui lo Spirito unisce profondamente la creatura al suo Creatore. E fu proprio questa dimensione adorante che caratterizzò cosi profondamente il carisma sacerdotale di san Pier Giuliano.

 

Tratto dal sussidio San Pier Giuliano Eymard uomo e sacerdote in preghiera adorante

di CARLA CASALEGNO

 

Giuliano Eymard è morto il 1 Agosto del 1868, è stato beatificato nel luglio del 1925, e fu poi canonizzato da papa Giovanni XXIII, nel dicembre del 1962.

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