Idea Luce
Come una vigna, curati da Dio con infinito amore.
Come una vigna, curati da Dio con infinito amore.
Introduzione
Il nostro cuore oggi è in festa perché è il giorno del Signore nel quale ci riuniamo per lodare, ringraziare, pregare e intercedere per il mondo e per la chiesa. Il Signore benedica il nostro cammino comunitario, ci doni fedeltà al suo amore e, sotto la protezione di San Francesco, ci faccia crescere in una vita tutta santa e fraterna.
Il nostro cuore oggi è in festa perché è il giorno del Signore nel quale ci riuniamo per lodare, ringraziare, pregare e intercedere per il mondo e per la chiesa. Il Signore benedica il nostro cammino comunitario, ci doni fedeltà al suo amore e, sotto la protezione di San Francesco, ci faccia crescere in una vita tutta santa e fraterna.
Liturgia della Parola
LETTURE:
Is 5, 1-7;
Sal 79 – Rit. La vigna del Signore è la casa d’Israele;
Fil 4, 6-9;
Mt 21, 33-43
Con l’immagine della vigna, Isaia riesce a rendere perfettamente con quanta cura il Signore ci genera alla vita e vuole il bene massimo per il suo popolo. La risposta dell’uomo e delle scelte umane è spesso povera e minima. Con il Salmo gridiamo il bisogno che Dio visiti la Sua vigna, il nostro mondo devastato e distante dal suo amore, la risani, le dia la possibilità di rivivere: “visita questa vigna, proteggi quello che la tua destra ha piantato … facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome”. Gesù nel Vangelo propone anche Lui l’esempio del proprietario di una vigna e dei contadini malvagi che distruggono e uccidono il Figlio. Da Lui, immolato per noi, ricomincia una storia di amore inesauribile, la sua instancabile proposta di santità.
LETTURE:
Is 5, 1-7;
Sal 79 – Rit. La vigna del Signore è la casa d’Israele;
Fil 4, 6-9;
Mt 21, 33-43
Con l’immagine della vigna, Isaia riesce a rendere perfettamente con quanta cura il Signore ci genera alla vita e vuole il bene massimo per il suo popolo. La risposta dell’uomo e delle scelte umane è spesso povera e minima. Con il Salmo gridiamo il bisogno che Dio visiti la Sua vigna, il nostro mondo devastato e distante dal suo amore, la risani, le dia la possibilità di rivivere: “visita questa vigna, proteggi quello che la tua destra ha piantato … facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome”. Gesù nel Vangelo propone anche Lui l’esempio del proprietario di una vigna e dei contadini malvagi che distruggono e uccidono il Figlio. Da Lui, immolato per noi, ricomincia una storia di amore inesauribile, la sua instancabile proposta di santità.
Traccia di riflessione
Tutto il Vecchio Testamento può essere letto in questa luce: è lo sforzo dell’amore di Dio per far tornare a sé i figli che si allontanano, direi quasi è una lotta tra l’amore di Dio e la realtà umana che tende verso il basso e quando giunge al fondo dell’abisso si ricorda di Dio e torna in alto e poi di nuovo scende in basso; è la terribile altalena che dimostra l’infinito amore di Dio e l’immensa povertà dell’uomo, finché … in un certo senso Dio deve arrendersi. Ma in realtà Egli non si arrende.
Abbiamo ascoltato la parabola dei vignaioli: il padrone ha piantato la vigna, le ha costruito intorno una torre, l’ha data ai vignaioli e poi, quando è il momento, manda i suoi servi a ritirare il prodotto e questi vengono malmenati; ne manda altri e vengono malmenati anch’essi. Alla fine dice: avranno rispetto per lui, e manda il figlio.
Quest’amore di Dio che cerca sempre sistemi nuovi, mezzi nuovi e alla fine, non avendo altro da escogitare, manda il Figlio. La parabola dei vignaioli indica appunto questo processo di amore del Padre … e questa missione da parte del Figlio, il quale, incarnandosi, realizza il progetto iniziale di amore. Prima di essere ucciso, Egli lascia la Chiesa, che nasce sul Calvario, dal costato spaccato del Crocifisso, e nel Cenacolo.
La Chiesa è la continuazione di Gesù, la contenitrice di quello che c’è nel Suo Cuore, e cioè l’amore e la fiducia nell’uomo. La Chiesa è quindi il luogo della fiducia e dell’amore. Noi che viviamo nella Chiesa dobbiamo ricordarci di questo, che nella Chiesa è la continuazione e quasi la somma dell’amore del Padre e del Figlio. Siamo noi che dobbiamo incarnare questo amore e questo ottimismo.
Qual è la conseguenza pratica, concreta, di questo corollario dell’infinito amore di Dio? L’amore per Dio, si capisce, l’amore per Gesù, e poi l’amore e la fiducia nei fratelli. Non c’è nulla che non possa essere trasformato, purché sia permeato di amore, diffondere amore.
Tutto il Vecchio Testamento può essere letto in questa luce: è lo sforzo dell’amore di Dio per far tornare a sé i figli che si allontanano, direi quasi è una lotta tra l’amore di Dio e la realtà umana che tende verso il basso e quando giunge al fondo dell’abisso si ricorda di Dio e torna in alto e poi di nuovo scende in basso; è la terribile altalena che dimostra l’infinito amore di Dio e l’immensa povertà dell’uomo, finché … in un certo senso Dio deve arrendersi. Ma in realtà Egli non si arrende.
Abbiamo ascoltato la parabola dei vignaioli: il padrone ha piantato la vigna, le ha costruito intorno una torre, l’ha data ai vignaioli e poi, quando è il momento, manda i suoi servi a ritirare il prodotto e questi vengono malmenati; ne manda altri e vengono malmenati anch’essi. Alla fine dice: avranno rispetto per lui, e manda il figlio.
Quest’amore di Dio che cerca sempre sistemi nuovi, mezzi nuovi e alla fine, non avendo altro da escogitare, manda il Figlio. La parabola dei vignaioli indica appunto questo processo di amore del Padre … e questa missione da parte del Figlio, il quale, incarnandosi, realizza il progetto iniziale di amore. Prima di essere ucciso, Egli lascia la Chiesa, che nasce sul Calvario, dal costato spaccato del Crocifisso, e nel Cenacolo.
La Chiesa è la continuazione di Gesù, la contenitrice di quello che c’è nel Suo Cuore, e cioè l’amore e la fiducia nell’uomo. La Chiesa è quindi il luogo della fiducia e dell’amore. Noi che viviamo nella Chiesa dobbiamo ricordarci di questo, che nella Chiesa è la continuazione e quasi la somma dell’amore del Padre e del Figlio. Siamo noi che dobbiamo incarnare questo amore e questo ottimismo.
Qual è la conseguenza pratica, concreta, di questo corollario dell’infinito amore di Dio? L’amore per Dio, si capisce, l’amore per Gesù, e poi l’amore e la fiducia nei fratelli. Non c’è nulla che non possa essere trasformato, purché sia permeato di amore, diffondere amore.
(servo di Dio Guglielmo Giaquinta)
Preghiera dei fedeli
• Per la Chiesa, per i suoi ministri, perché sia ovunque portatrice di pace e viva la sua vocazione ad essere vigna, casa, terreno buono scelto da Dio, per portare frutto e perché questo frutto sia abbondante e rimanga. Preghiamo
• Per noi qui presenti, perché le parole di san Paolo diventino il nostro programma di vita e sappiamo fare oggetto dei nostri pensieri e delle nostre azioni soltanto ciò che è nobile, giusto, puro e amabile. Preghiamo
• Per i catechisti, per tutti gli operatori parrocchiali, in questo inizio di anno pastorale possano sperimentare con gioia che è possibile camminare con Cristo, imitarlo nella fedeltà e mettere in pratica tutto ciò che si impara, si ascolta, si riceve e si vede riflesso nella testimonianza della Chiesa. Preghiamo
• Perché la testimonianza di san Francesco continui a ispirare tanti cuori, ad avvinarli al Signore, a mettere in moto tante energie di giovani disposti a prendersi cura del creato, dei poveri, della Chiesa, per contribuire a rendere migliore il mondo, e farne una famiglia di santi e di fratelli. Preghiamo.
• Per la Chiesa, per i suoi ministri, perché sia ovunque portatrice di pace e viva la sua vocazione ad essere vigna, casa, terreno buono scelto da Dio, per portare frutto e perché questo frutto sia abbondante e rimanga. Preghiamo
• Per noi qui presenti, perché le parole di san Paolo diventino il nostro programma di vita e sappiamo fare oggetto dei nostri pensieri e delle nostre azioni soltanto ciò che è nobile, giusto, puro e amabile. Preghiamo
• Per i catechisti, per tutti gli operatori parrocchiali, in questo inizio di anno pastorale possano sperimentare con gioia che è possibile camminare con Cristo, imitarlo nella fedeltà e mettere in pratica tutto ciò che si impara, si ascolta, si riceve e si vede riflesso nella testimonianza della Chiesa. Preghiamo
• Perché la testimonianza di san Francesco continui a ispirare tanti cuori, ad avvinarli al Signore, a mettere in moto tante energie di giovani disposti a prendersi cura del creato, dei poveri, della Chiesa, per contribuire a rendere migliore il mondo, e farne una famiglia di santi e di fratelli. Preghiamo.
Dialogo eucaristico
Grazie Gesù per la tua presenza che si fa dono nella nostra vita cosi bella ma, a volte, anche travagliata e faticosa. Grazie perché ci ami e doni sempre possibilità nuove, orizzonti e futuro. Grazie perché ci chiami per nome, cammini con noi e apri le porte della salvezza e all’eternità. Insegnaci a lavorare nella tua vigna, a spenderci per i fratelli, a consegnarti tutto perché tutto è dono e in te la bellezza trova casa. Amen.
Grazie Gesù per la tua presenza che si fa dono nella nostra vita cosi bella ma, a volte, anche travagliata e faticosa. Grazie perché ci ami e doni sempre possibilità nuove, orizzonti e futuro. Grazie perché ci chiami per nome, cammini con noi e apri le porte della salvezza e all’eternità. Insegnaci a lavorare nella tua vigna, a spenderci per i fratelli, a consegnarti tutto perché tutto è dono e in te la bellezza trova casa. Amen.
Idea guida
Innestati in Cristo portiamo frutti buoni nel tempo e nell’eternità.
Innestati in Cristo portiamo frutti buoni nel tempo e nell’eternità.
Animazione liturgica preparata da Maria Francesca Ragusa
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