Idea Luce
Sulla barca, insieme. La cura delle relazioni.
Sulla barca, insieme. La cura delle relazioni.
Introduzione
In questa Solennità di Tutti i Santi, in comunione con tutta la Chiesa, celebriamo la Giornata della Santificazione Universale, richiamo alla chiamata alla santità per tutti, in ogni stato di vita e nella semplicità del quotidiano. L’iniziativa, ideata e promossa fin dal 1957 dal Servo di Dio Guglielmo Giaquinta, vescovo e fondatore del Movimento Pro Sanctitate, quest’anno ci propone il tema: “Sulla barca, insieme. La cura delle relazioni”. L’adesione a Dio e ai suoi insegnamenti è un atto di fiducia e amore espresso attraverso parole e, soprattutto, azioni che si manifestano in una vita di santità. Accogliere ogni persona come fratello è il valore fondante di una convivenza umana che vuole costruire relazioni autentiche, basate sul perdono, l’ascolto profondo e i sentimenti sinceri. In questo momento storico abbiamo bisogno, più che mai, di proporre la bellezza del Vangelo come via che ci fa essere attenti alla cura delle relazioni con gli altri. Nutriti di Gesù e fortificati dal suo amore realizziamo relazioni significative per la costruzione di un mondo di pace e di giustizia e una comunione d’amore vissuta nella Chiesa.
In questa Solennità di Tutti i Santi, in comunione con tutta la Chiesa, celebriamo la Giornata della Santificazione Universale, richiamo alla chiamata alla santità per tutti, in ogni stato di vita e nella semplicità del quotidiano. L’iniziativa, ideata e promossa fin dal 1957 dal Servo di Dio Guglielmo Giaquinta, vescovo e fondatore del Movimento Pro Sanctitate, quest’anno ci propone il tema: “Sulla barca, insieme. La cura delle relazioni”. L’adesione a Dio e ai suoi insegnamenti è un atto di fiducia e amore espresso attraverso parole e, soprattutto, azioni che si manifestano in una vita di santità. Accogliere ogni persona come fratello è il valore fondante di una convivenza umana che vuole costruire relazioni autentiche, basate sul perdono, l’ascolto profondo e i sentimenti sinceri. In questo momento storico abbiamo bisogno, più che mai, di proporre la bellezza del Vangelo come via che ci fa essere attenti alla cura delle relazioni con gli altri. Nutriti di Gesù e fortificati dal suo amore realizziamo relazioni significative per la costruzione di un mondo di pace e di giustizia e una comunione d’amore vissuta nella Chiesa.
Liturgia della Parola
LETTURE:
Ap 7,2-4;
Sal 23 – Rit. Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore;
1Gv 3,1-3;
Mt 5,1-12a
Le letture di questa festa ci aiutano a capire chi è il vero cristiano, chi è il santo. È colui che vive lo spirito delle beatitudini pronunciate da Gesù nel discorso della montagna (Vangelo). È chi porta il sigillo di Dio sulla fronte e indossa la bianca veste lavata nel sangue dell’Agnello (I lettura). Santo è colui che è stato fatto figlio di Dio e vive con l’ardente speranza dell’incontro definitivo con il Padre (II lettura). Risuonano le parole del salmista: “Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore”. Nella prima lettura l’evangelista Giovanni ci presenta un’immensa festa di popolo in cui si acclama Dio e ci si ritrova tutti fratelli che trovano riposo dopo la fatica, la gloria dopo il martirio, la gioia dopo i dispiaceri e le difficoltà. Quella moltitudine è composta da tutti i “figli di Dio”, essa è la famiglia dei santi, cioè i chiamati da Dio a far parte del suo popolo.
LETTURE:
Ap 7,2-4;
Sal 23 – Rit. Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore;
1Gv 3,1-3;
Mt 5,1-12a
Le letture di questa festa ci aiutano a capire chi è il vero cristiano, chi è il santo. È colui che vive lo spirito delle beatitudini pronunciate da Gesù nel discorso della montagna (Vangelo). È chi porta il sigillo di Dio sulla fronte e indossa la bianca veste lavata nel sangue dell’Agnello (I lettura). Santo è colui che è stato fatto figlio di Dio e vive con l’ardente speranza dell’incontro definitivo con il Padre (II lettura). Risuonano le parole del salmista: “Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore”. Nella prima lettura l’evangelista Giovanni ci presenta un’immensa festa di popolo in cui si acclama Dio e ci si ritrova tutti fratelli che trovano riposo dopo la fatica, la gloria dopo il martirio, la gioia dopo i dispiaceri e le difficoltà. Quella moltitudine è composta da tutti i “figli di Dio”, essa è la famiglia dei santi, cioè i chiamati da Dio a far parte del suo popolo.
Traccia di riflessione
La solennità di oggi celebra il sogno di Dio, il Suo desiderio più grande: vedere nei suoi figli l’impronta della sua stessa immagine, la gioia di appartenergli. La liturgia ci presenta un’immensa moltitudine composta da tutti i “figli di Dio”, chiamati a far parte del suo popolo, che indica il cammino spirituale da seguire per entrare in comunione col Padre. Le “beatitudini” sono il frutto di un autentico cambiamento interiore. Anche noi, nella semplicità del quotidiano, siamo chiamati a far parte della moltitudine celeste e a vivere le “beatitudini”. L’evangelista Giovanni preannuncia il destino di gloria destinato agli eletti: “Noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è” (1 Gv 3,2). È un annuncio di speranza per noi che siamo in cammino verso la santità. “Beati …” è la nostra vocazione: una vocazione che abbiamo visto realizzata in tante persone, che mostrano concretamente la via da percorrere e che ci incoraggiano, con la loro testimonianza, a camminare sulla via della santità quotidiana. Una santità possibile anche in questo momento storico: nonostante il mondo digitale abbia preso il sopravvento nel nostro quotidiano, e si è continuamente connessi spesso si sperimenta ugualmente la solitudine e la difficoltà a relazionarsi. Imitiamo, quindi, l’esempio dei santi che hanno intrapreso la sequela di Gesù e diffondiamo la gioia del Vangelo per essere testimoni dell’amore infinito del Padre e costruire un mondo nuovo che sa guardare con occhi nuovi, sa prendersi cura dell’altro e sa riconoscerlo fratello amato da Dio. I santi ci sono ancora e sono una presenza silenziosa; sono le persone che si lasciano riempire totalmente da Dio e si sforzano di vivere le beatitudini evangeliche: sono i poveri di spirito, coloro che si comportano e che parlano con amore, che agiscono con misericordia e con pietà, che promuovono la pace e la comunione e non la discordia e la divisione, gli affamati di giustizia. È questa la speranza che ci deve trasmettere la festa di oggi, non quella di pensare con nostalgia a chi non è più con noi, ma la gioia di vivere in famiglia e nella società quel programma di santità che ci è stato donato da Gesù. “Il cammino di santità verso il Padre deve essere realizzato con un duplice motore: Cristo-Spirito e il nostro sforzo che esprime la nostra collaborazione” (da “La santità” del Servo di Dio Guglielmo Giaquinta”).
La solennità di oggi celebra il sogno di Dio, il Suo desiderio più grande: vedere nei suoi figli l’impronta della sua stessa immagine, la gioia di appartenergli. La liturgia ci presenta un’immensa moltitudine composta da tutti i “figli di Dio”, chiamati a far parte del suo popolo, che indica il cammino spirituale da seguire per entrare in comunione col Padre. Le “beatitudini” sono il frutto di un autentico cambiamento interiore. Anche noi, nella semplicità del quotidiano, siamo chiamati a far parte della moltitudine celeste e a vivere le “beatitudini”. L’evangelista Giovanni preannuncia il destino di gloria destinato agli eletti: “Noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è” (1 Gv 3,2). È un annuncio di speranza per noi che siamo in cammino verso la santità. “Beati …” è la nostra vocazione: una vocazione che abbiamo visto realizzata in tante persone, che mostrano concretamente la via da percorrere e che ci incoraggiano, con la loro testimonianza, a camminare sulla via della santità quotidiana. Una santità possibile anche in questo momento storico: nonostante il mondo digitale abbia preso il sopravvento nel nostro quotidiano, e si è continuamente connessi spesso si sperimenta ugualmente la solitudine e la difficoltà a relazionarsi. Imitiamo, quindi, l’esempio dei santi che hanno intrapreso la sequela di Gesù e diffondiamo la gioia del Vangelo per essere testimoni dell’amore infinito del Padre e costruire un mondo nuovo che sa guardare con occhi nuovi, sa prendersi cura dell’altro e sa riconoscerlo fratello amato da Dio. I santi ci sono ancora e sono una presenza silenziosa; sono le persone che si lasciano riempire totalmente da Dio e si sforzano di vivere le beatitudini evangeliche: sono i poveri di spirito, coloro che si comportano e che parlano con amore, che agiscono con misericordia e con pietà, che promuovono la pace e la comunione e non la discordia e la divisione, gli affamati di giustizia. È questa la speranza che ci deve trasmettere la festa di oggi, non quella di pensare con nostalgia a chi non è più con noi, ma la gioia di vivere in famiglia e nella società quel programma di santità che ci è stato donato da Gesù. “Il cammino di santità verso il Padre deve essere realizzato con un duplice motore: Cristo-Spirito e il nostro sforzo che esprime la nostra collaborazione” (da “La santità” del Servo di Dio Guglielmo Giaquinta”).
Preghiera dei fedeli
• Per la Chiesa, perché, sostenuta dallo Spirito Santo, sia comunità accogliente e segno di pace e di amore che aiuta ogni uomo a ricominciare e a percorrere la via della fraternità costruttiva, coltivando relazioni sane e sincere. Preghiamo
• Per i governanti di tutte le nazioni, chiamati a essere nel mondo veri operatori di pace, perché, mettendo al primo posto il benessere e la serenità dei popoli, superino la logica del profitto a tutti i costi e gli interessi esclusivi delle classi sociali più alte, per edificare quella civiltà dell’amore a cui tutti noi siamo stati chiamati. Preghiamo
• Per le famiglie, perché in questo tempo storico così complesso, guidate dallo Spirito Santo, siano sempre più attente ai bisogni di ogni loro membro, vivano autentiche relazioni affettive, siano il luogo primario in cui ogni persona possa sentirsi accolta, amata e possa crescere serenamente. Preghiamo
• Per noi qui riuniti, perché in questa Giornata della Santificazione universale guardiamo con gratitudine a tutti i Santi donati dal Signore al mondo e possiamo lasciarci ispirare dal loro esempio per vivere la nostra personale chiamata ad essere ogni giorno veri testimoni di santità. Preghiamo.
• Per i governanti di tutte le nazioni, chiamati a essere nel mondo veri operatori di pace, perché, mettendo al primo posto il benessere e la serenità dei popoli, superino la logica del profitto a tutti i costi e gli interessi esclusivi delle classi sociali più alte, per edificare quella civiltà dell’amore a cui tutti noi siamo stati chiamati. Preghiamo
• Per le famiglie, perché in questo tempo storico così complesso, guidate dallo Spirito Santo, siano sempre più attente ai bisogni di ogni loro membro, vivano autentiche relazioni affettive, siano il luogo primario in cui ogni persona possa sentirsi accolta, amata e possa crescere serenamente. Preghiamo
• Per noi qui riuniti, perché in questa Giornata della Santificazione universale guardiamo con gratitudine a tutti i Santi donati dal Signore al mondo e possiamo lasciarci ispirare dal loro esempio per vivere la nostra personale chiamata ad essere ogni giorno veri testimoni di santità. Preghiamo.
Dialogo eucaristico
Preghiera della Giornata della Santificazione Universale
Gesù, divino modello di santità, che con l’esempio Tuo, prima ancora che con la parola,
ci hai indicato, quale meta, la perfezione del Padre, qui raccolti ai Tuoi piedi
noi vogliamo oggi rimeditare e il Tuo invito all’amore e il nostro dovere di corrispondervi.
Gesù, divino modello di santità, che con l’esempio Tuo, prima ancora che con la parola,
ci hai indicato, quale meta, la perfezione del Padre, qui raccolti ai Tuoi piedi
noi vogliamo oggi rimeditare e il Tuo invito all’amore e il nostro dovere di corrispondervi.
E che altro se non amore fu la tua vita, dalla povertà della grotta alla nudità della Croce?
Ma tutto questo sopportasti, Signore, affinché noi comprendessimo cosa significhi amore
e ricordassimo insieme che in esso sta la essenza della perfezione.
Ma tutto questo sopportasti, Signore, affinché noi comprendessimo cosa significhi amore
e ricordassimo insieme che in esso sta la essenza della perfezione.
E numerose volte a questa umanità smarrita hai ripetuto che solo in Te è pace vera.
Tu solo infatti sei fonte viva di acqua divina, che disseta e consola,
fino a diventare in noi polla che zampilla alla vita eterna.
Tu solo infatti sei fonte viva di acqua divina, che disseta e consola,
fino a diventare in noi polla che zampilla alla vita eterna.
Che noi l’abbiamo con abbondanza questa acqua, è il Tuo desiderio più vivo,
fino al punto da soffrire sulla croce una sete martoriante.
E lo facesti in espiazione di tanti che pensano potersi dissetare all’acqua del peccato
o che amano contentarsi di poche gocce di quell’acqua
che Tu hai invece preparato larghissima per le anime nostre.
fino al punto da soffrire sulla croce una sete martoriante.
E lo facesti in espiazione di tanti che pensano potersi dissetare all’acqua del peccato
o che amano contentarsi di poche gocce di quell’acqua
che Tu hai invece preparato larghissima per le anime nostre.
Signore, in questo giorno sacro al ricordo della nostra vocazione alla santità,
noi non possiamo passare indifferenti accanto a Te che ci inviti alla perfezione
e ad attingere con abbondanza alle fonti della grazia.
noi non possiamo passare indifferenti accanto a Te che ci inviti alla perfezione
e ad attingere con abbondanza alle fonti della grazia.
Ci costa fatica, lo confessiamo, il correggere i nostri passi inclini alla mediocrità
e seguire le orme del Tuo eroismo fino a tendere alla perfezione del Padre,
ma se questo fu l’impegno primo del nostro Battesimo noi non possiamo né vogliamo tradirlo.
e seguire le orme del Tuo eroismo fino a tendere alla perfezione del Padre,
ma se questo fu l’impegno primo del nostro Battesimo noi non possiamo né vogliamo tradirlo.
Rinunciare a Satana, vivere la tua grazia, tendere con tutte le nostre forze verso la santità:
ecco il Tuo desiderio ed è anche la nostra promessa che oggi di cuore Ti rinnoviamo.
E Tu, Vergine Immacolata, vivo modello di ogni santità, dona a noi e a tutti i figli tuoi
ferma fiducia e volontà costante di diventare santi. E cosi sia.
ecco il Tuo desiderio ed è anche la nostra promessa che oggi di cuore Ti rinnoviamo.
E Tu, Vergine Immacolata, vivo modello di ogni santità, dona a noi e a tutti i figli tuoi
ferma fiducia e volontà costante di diventare santi. E cosi sia.
(Servo di Dio Guglielmo Giaquinta)
Idea guida
Coltiviamo relazioni autentiche e significative per condividere un sogno di santità e di fraternità.
Coltiviamo relazioni autentiche e significative per condividere un sogno di santità e di fraternità.
Animazione liturgica preparata da Equipe Liturgia – Pro Sanctitate Catania
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