Idea Luce
Credere nell’amore smisurato di Dio per noi.
Credere nell’amore smisurato di Dio per noi.
Introduzione
In questa XXX domenica del tempo ordinario, attraverso quanto ascolteremo nel Vangelo di Matteo, Gesù vuole farci capire che l’amore sta al centro di tutta la nostra esistenza, l’amore che Lui ci insegna è ciò che ci fa capaci di superare ogni avversità, ci rende forti e capaci di compiere passi di santità. Amare Dio è avere i pensieri rivolti a Lui in tutto ciò che facciamo nella quotidianità, poi la vita di ogni giorno è fatta anche di incontri e di relazioni con gli altri, ai quali dobbiamo tenere tanto quanto teniamo a noi stessi. Siamo chiamati quindi, in questa Eucaristica, a guardare come Cristo ama, ad attingere da Lui, fonte dell’amore, e chiedergli di saper donare, come Lui, tutto e sempre, senza calcoli e misure.
In questa XXX domenica del tempo ordinario, attraverso quanto ascolteremo nel Vangelo di Matteo, Gesù vuole farci capire che l’amore sta al centro di tutta la nostra esistenza, l’amore che Lui ci insegna è ciò che ci fa capaci di superare ogni avversità, ci rende forti e capaci di compiere passi di santità. Amare Dio è avere i pensieri rivolti a Lui in tutto ciò che facciamo nella quotidianità, poi la vita di ogni giorno è fatta anche di incontri e di relazioni con gli altri, ai quali dobbiamo tenere tanto quanto teniamo a noi stessi. Siamo chiamati quindi, in questa Eucaristica, a guardare come Cristo ama, ad attingere da Lui, fonte dell’amore, e chiedergli di saper donare, come Lui, tutto e sempre, senza calcoli e misure.
Liturgia della Parola
LETTURE:
Es 22, 20-26;
Sal 17 – Rit. Ti amo, Signore, mia forza;
1Ts 1, 5c-10;
Mt 22, 34-40
L’amore immenso di Dio e l’attenzione al prossimo sono al centro delle letture di oggi. Il Libro dell’Esodo ci presenta la cura di Dio verso i più indifesi, i soggetti più deboli. Dio chiede rispetto, accoglienza e solidarietà verso il forestiero, ricordando al suo popolo: «Perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto». È un richiamo a non dimenticare le proprie sofferenze e a trasformare l’esperienza della fragilità in comprensione e amore verso gli altri. Nella seconda lettura, san Paolo ci presenta l’esempio dei Tessalonicesi, che hanno abbandonato gli idoli per rivolgersi al Dio vivo e vero. La loro fede, rimasta salda anche nelle tribolazioni, si è tradotta in una testimonianza così autentica e luminosa da diventare un esempio non soltanto per la Macedonia e l’Acaia, ma anche per molte altre comunità.
LETTURE:
Es 22, 20-26;
Sal 17 – Rit. Ti amo, Signore, mia forza;
1Ts 1, 5c-10;
Mt 22, 34-40
L’amore immenso di Dio e l’attenzione al prossimo sono al centro delle letture di oggi. Il Libro dell’Esodo ci presenta la cura di Dio verso i più indifesi, i soggetti più deboli. Dio chiede rispetto, accoglienza e solidarietà verso il forestiero, ricordando al suo popolo: «Perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto». È un richiamo a non dimenticare le proprie sofferenze e a trasformare l’esperienza della fragilità in comprensione e amore verso gli altri. Nella seconda lettura, san Paolo ci presenta l’esempio dei Tessalonicesi, che hanno abbandonato gli idoli per rivolgersi al Dio vivo e vero. La loro fede, rimasta salda anche nelle tribolazioni, si è tradotta in una testimonianza così autentica e luminosa da diventare un esempio non soltanto per la Macedonia e l’Acaia, ma anche per molte altre comunità.
Traccia di riflessione
Nel Vangelo di questa domenica Gesù ci dice che c’è un unico amore che si esprime secondo due modalità. La prima è quella della totalità perché dobbiamo volgerci a Colui che è il Tutto e l’Unico, il Signore Dio nostro al quale apparteniamo. La seconda si esprime con un “come”, è una misura più relativa perché riguarda l’amore dovuto fra creature umane che non devono diventare più importanti di Dio, né occupare nella nostra vita il posto che spetta soltanto a Lui. L’amore verso Dio è un amore superiore, grande e primo, ma sottolinea chiaramente l’inscindibilità dei due comandamenti che Egli ha voluto unire. La misura di un vero amore per noi stessi la raggiungiamo solo accogliendo l’amore di Dio, diventando consapevoli di quanto è immenso il Suo amore per ciascuno di noi. Amarsi a partire dall’amore di Dio vuol dire considerare il mistero della propria esistenza con una gioia, un rispetto e uno stupore di base, significa imparare giorno dopo giorno a guardarsi attraverso i Suoi occhi e ad accettarsi con i Suoi sentimenti di misericordia e di pazienza.
È proprio l’esperienza dell’amore di Dio che ci educa ad amare veramente noi stessi e, nello stesso tempo, ci rende sempre più capaci di amare gli altri. Quanto più impariamo ad accogliere la Sua misericordia, tanto più diventiamo capaci di offrire comprensione, compassione, pace e perdono a coloro che incontriamo.
Dobbiamo imparare ad aiutare il prossimo senza commiserarlo ma condividendo con coloro che Dio ci ha messo accanto una parte della nostra esistenza. La carità va esercitata in modo sincero, senza calcoli, nell’incontro del bisognoso considerato come fratello e quindi a noi prossimo, i cui problemi potrebbero anche riguardare noi stessi.
L’attenzione e la cura del nostro prossimo devono quindi fondarsi sulla legge dell’amore, su quello stesso amore con cui Dio ci ha amati per primo. Quando prendiamo coscienza di essere destinatari della Sua predilezione, comprendiamo che questo amore non può rimanere chiuso dentro di noi. Siamo chiamati ad accoglierlo, a lasciarci coinvolgere da quest’onda di amore e, con Dio e come Dio, ad andare incontro agli altri.
Nel Vangelo di questa domenica Gesù ci dice che c’è un unico amore che si esprime secondo due modalità. La prima è quella della totalità perché dobbiamo volgerci a Colui che è il Tutto e l’Unico, il Signore Dio nostro al quale apparteniamo. La seconda si esprime con un “come”, è una misura più relativa perché riguarda l’amore dovuto fra creature umane che non devono diventare più importanti di Dio, né occupare nella nostra vita il posto che spetta soltanto a Lui. L’amore verso Dio è un amore superiore, grande e primo, ma sottolinea chiaramente l’inscindibilità dei due comandamenti che Egli ha voluto unire. La misura di un vero amore per noi stessi la raggiungiamo solo accogliendo l’amore di Dio, diventando consapevoli di quanto è immenso il Suo amore per ciascuno di noi. Amarsi a partire dall’amore di Dio vuol dire considerare il mistero della propria esistenza con una gioia, un rispetto e uno stupore di base, significa imparare giorno dopo giorno a guardarsi attraverso i Suoi occhi e ad accettarsi con i Suoi sentimenti di misericordia e di pazienza.
È proprio l’esperienza dell’amore di Dio che ci educa ad amare veramente noi stessi e, nello stesso tempo, ci rende sempre più capaci di amare gli altri. Quanto più impariamo ad accogliere la Sua misericordia, tanto più diventiamo capaci di offrire comprensione, compassione, pace e perdono a coloro che incontriamo.
Dobbiamo imparare ad aiutare il prossimo senza commiserarlo ma condividendo con coloro che Dio ci ha messo accanto una parte della nostra esistenza. La carità va esercitata in modo sincero, senza calcoli, nell’incontro del bisognoso considerato come fratello e quindi a noi prossimo, i cui problemi potrebbero anche riguardare noi stessi.
L’attenzione e la cura del nostro prossimo devono quindi fondarsi sulla legge dell’amore, su quello stesso amore con cui Dio ci ha amati per primo. Quando prendiamo coscienza di essere destinatari della Sua predilezione, comprendiamo che questo amore non può rimanere chiuso dentro di noi. Siamo chiamati ad accoglierlo, a lasciarci coinvolgere da quest’onda di amore e, con Dio e come Dio, ad andare incontro agli altri.
Preghiera dei fedeli
• Per la Chiesa, perché possa vivere l’amore per Dio e per l’umanità imitando il Suo stile e rendendo visibile il Vangelo della gioia che rinnova il mondo. Preghiamo
• Per il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti, affinché abbiano sempre nel cuore l’amore di Dio così da annunciare, con viva fede ed autentica speranza, il Vangelo di Gesù Cristo unico Signore, Redentore e Salvatore del mondo. Preghiamo
• Per noi qui riuniti perché possiamo avere l’umiltà necessaria per accogliere il perdono che Dio ci dona sempre e la bontà indispensabile per donare il perdono anche agli altri così da vivere in pienezza il duplice comandamento dell’amore per Dio e per il prossimo. Preghiamo
• Per i capi delle nazioni, affinché non siano schiavi delle leggi del denaro, del mercato, dell’avere, del potere e del successo, ma, nelle loro scelte, si lascino ispirare dalla legge dell’amore, verso un futuro di giustizia e di pace. Preghiamo
• Per i missionari e i cristiani che vivono in contesti di persecuzione e di oppressione: possano essere, anche nelle difficoltà, testimoni di misericordia, di perdono e di pace per far scoprire all’umanità la gioia di essere figli e fratelli dello stesso Padre, un Padre misericordioso e benevolo verso tutti i suoi figli. Preghiamo.
• Per il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti, affinché abbiano sempre nel cuore l’amore di Dio così da annunciare, con viva fede ed autentica speranza, il Vangelo di Gesù Cristo unico Signore, Redentore e Salvatore del mondo. Preghiamo
• Per noi qui riuniti perché possiamo avere l’umiltà necessaria per accogliere il perdono che Dio ci dona sempre e la bontà indispensabile per donare il perdono anche agli altri così da vivere in pienezza il duplice comandamento dell’amore per Dio e per il prossimo. Preghiamo
• Per i capi delle nazioni, affinché non siano schiavi delle leggi del denaro, del mercato, dell’avere, del potere e del successo, ma, nelle loro scelte, si lascino ispirare dalla legge dell’amore, verso un futuro di giustizia e di pace. Preghiamo
• Per i missionari e i cristiani che vivono in contesti di persecuzione e di oppressione: possano essere, anche nelle difficoltà, testimoni di misericordia, di perdono e di pace per far scoprire all’umanità la gioia di essere figli e fratelli dello stesso Padre, un Padre misericordioso e benevolo verso tutti i suoi figli. Preghiamo.
Dialogo eucaristico
Grazie, Gesù, perché ti fai nostro cibo per farci assaporare il tuo amore unico e immenso. Rendici capaci di accogliere questo dono e di riversarlo sui nostri fratelli, con la stessa misura con cui lo hai donato a noi. Ti ringraziamo perché, nel tuo infinito amore, sei sempre pronto a perdonarci, senza limiti o calcoli; fa’ che anche noi possiamo amare, accogliere e perdonare il prossimo con la tua stessa disponibilità, senza stancarci mai, anche quando significa andare controcorrente. Donaci la capacità di comprendere e vivere i tuoi comandamenti, per camminare verso la gioia eterna che ci hai promesso. Amen.
Idea guida
Impariamo ad amare con tutte le nostre forze.
Impariamo ad amare con tutte le nostre forze.
Animazione liturgica preparata da Claudia Lo Presti
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