Animazione Liturgia Domenica 17 Maggio 2026

Solennità dell’Ascensione del Signore - A (P) - Liturgia delle Ore propria - 60a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, dal tema "Custodire voci e volti umani"



Idea Luce
Gesù promette di restare sempre con noi.

Introduzione
Oggi con la Solennità dell’Ascensione contempliamo il mistero di Cristo che, dopo la sua morte e risurrezione, ritorna nella gloria del Padre.
Con l’ascesa al cielo Gesù è presente pur non essendo più visibile e la sua presenza, percepita nella fede, è per il cristiano una consolante certezza.
Si conclude così la missione terrena di Gesù e inizia quella affidata ai discepoli di ogni tempo: testimoniare con la forza dello Spirito Santo il Vangelo e la chiamata universale alla santità.
In cammino verso la meta, animati dalla speranza nel Risorto, impariamo ad alzare lo sguardo al cielo per vivere in pienezza la comunione d’amore che ci unisce al Padre.
In questa Solennità dell’Ascensione ricorre la 60’ giornata mondiale delle comunicazioni sociali dal tema “Custodire voci e volti umani”.
Preghiamo perché nell’epoca dell’intelligenza artificiale “Abbiamo bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona. Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica” (dal Messaggio di Papa Leone XIV).

Liturgia della Parola (Messa del giorno)
LETTURE:
At 1, 1-11;
Sal 46 – Rit. Ascende il Signore tra canti di gioia;
Ef 1, 17-23;
Mt 28, 16-20

Gli apostoli contemplano la verità di quell’uomo con cui hanno condiviso anni di missione e dal quale ricevono il mandato di raggiungere “gli estremi confini della terra” (1’ Lett.).
San Paolo prega perché i cristiani comprendano la grandezza di Cristo risorto e glorificato (2’ Lett.)
Con Gesù che ascende al cielo, la nostra umanità viene ammessa alla comunione con Dio e come gli apostoli anche noi riceviamo lo stesso mandato (Vangelo).

Traccia di riflessione
C’è un mistero nella vita di Cristo che fino a qualche tempo fa non era stato abbastanza valorizzato nella spiritualità cristiana, il mistero dell’Ascensione al Cielo. E faceva difficoltà vedere come la Chiesa insistesse su questo mistero dell’Ascensione. In fondo si poteva dire: che cosa di nuovo portava a Cristo, quando ormai risorto aveva in una forma particolarissima la glorificazione del corpo oltre alla visione beatifica, la sua ascensione al cielo? E non si pensava abbastanza alla funzione esemplare di Gesù nei nostri confronti e a quello che nell’Ultima Cena aveva detto: vado a prepararvi il posto. Non certo per sistemare le stanze, ce ne sono tante in paradiso! Ma per arrivare là, primogenito di ogni creatura, e dare così a noi secondogeniti la possibilità di arrivare con Lui nell’eterno paradiso, perché solo dopo l’ingresso di Cristo in cielo, solo allora quella porta si è aperta e il paradiso si è popolato di anime inneggianti all’amore del Padre. Cristo attraverso la sua ascensione è forma della nostra glorificazione, esemplare della nostra glorificazione; se Cristo è morto dobbiamo morire con Lui, se Cristo è risorto dobbiamo risorgere con Lui, se Cristo è stato glorificato attraverso l’ascensione, anche noi lo saremo con Lui nell’eterno paradiso.
Se vogliamo ancora approfondire questo concetto per vedere in che modo, arrivando nell’eternità a contatto con Cristo saremo messi a contatto con il Padre, ci viene a illuminare un testo di S. Paolo: Noi siamo cittadini del cielo, già fin da adesso, noi non siamo cittadini della terra, qui siamo pellegrini verso l’eterno, noi siamo cittadini del cielo donde aspettiamo come Salvatore il Signore nostro Gesù Cristo, che trasformerà il nostro misero corpo rendendolo conforme al suo corpo di gloria in virtù di quel potere mediante il quale Egli può sottomettere a sé tutte le cose (Fil 3,20). Sarà appunto Cristo Gesù il quale darà a noi nella eternità una partecipazione della sua luce. I teologi si affannano ad approfondire questo concetto: anche se rivestiti della grazia santificante, quando saremo nella eternità non potremo contemplare il volto del Padre perché troppo grande è il suo splendore e dovremo aver bisogno di una trasformazione, di una luce particolare, di quello che si chiama lumen gloriae, questa capacità di poter fissare Dio, di poter conoscere Dio, di poter vedere Dio non più per speculum ma directe, facialiter; conoscerò come sono conosciuto, faccia a faccia. Questo lumen gloriae sarà una partecipazione della luce di Cristo, in questa luce di Cristo noi potremo contemplare la immensa, la infinita luce del Padre e questo sarà il nostro paradiso: guardare il volto di Cristo e attraverso il volto di Cristo, inserito nella Trinità, il volto eterno del Verbo di Dio, contemplare la realtà della divina Trinità, contemplare l’infinito amore del Padre. Rimarremo là sempre incantati in questa luce del Verbo e del Padre, in questo amore del Verbo e del Padre e attraverso Cristo potremo conoscere il Padre. (Servo di Dio Guglielmo Giaquinta).

Preghiera dei fedeli
• Per la Chiesa, perché fedele al mandato di Cristo, annunci la gioia del Vangelo con parole e segni fino agli estremi confini della terra. Preghiamo
• Per il Papa, i Vescovi, i presbiteri, perché nella loro azione pastorale siano immagine di Dio secondo uno stile di accoglienza e fraternità capace di toccare il cuore di ogni uomo. Preghiamo
• Per quanti soffrono nel corpo e nello spirito, perché il Signore asceso al cielo, rinnovi in loro la certezza che Dio non abbandona mai i propri figli. Preghiamo
• Per gli operatori della comunicazione sociale, perché illuminati dallo Spirito Santo diffondano sempre la verità nel rispetto di ogni persona, cultura e religione Preghiamo
• Per noi qui riuniti, perché rivolgendo lo sguardo al cielo possiamo rinnovare quotidianamente la nostra fede e il nostro slancio apostolico. Preghiamo.

Dialogo eucaristico
Signore Gesù, ti ringraziamo perché la tua presenza nel nostro povero cuore è fonte di gioia che fortifica la nostra fede.
Grazie per il dono del tuo Spirito che ci accompagna nel cammino e ci rende creature nuove.
Aiutaci a guardare oltre, ad uscire da noi stessi e dalle nostre convinzioni per essere autentici testimoni della Verità e dell’amore che può colmare ogni vuoto, superare ogni incertezza e donare uno sguardo nuovo sul mondo. Amen
.

Idea guida
Viviamo con gioia il mandato del Signore di riunire i popoli nell’unità del suo amore.

Animazione liturgica preparata da Graziella Manfrè


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