Animazione Liturgia Domenica 20 Novembre 2022

XXXIV Domenica del Tempo Ordinario - Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo (P) - Liturgia delle Ore propria

Idea luce
Stiamo tranquilli, siamo in buone mani.

Introduzione
Dove stiamo andando? È l’angoscioso quesito che ci poniamo quando proiettiamo il nostro sguardo verso il futuro dell’umanità. In questo panorama la liturgia oggi ci lancia il suo messaggio di speranza: dobbiamo stare tranquilli, siamo in buone mani. Gesù, re dell’universo, dopo aver creato il cosmo, ed aver “redento” l’uomo, continua la sua opera di salvezza attraverso l’azione della Chiesa e di quanti, uomini di buona volontà, contribuiscono a lasciare il mondo migliore di come l’hanno trovato. Con questa celebrazione, dedicata a contemplare Gesù Re dell’Universo e volto vivo della misericordia del Padre, si conclude l’Anno della Misericordia.

Liturgia della Parola
LETTURE:
2Sam 5, 1-3;
Sal 121 – Rit. Andremo con gioia alla casa del Signore;
Col 1, 12-20;
Lc 23, 35-43

Ai piedi della Croce c’era poca gente: di coloro che avevano assicurato che sarebbero morti con Gesù c’era solo Giovanni. Alcune pie donne testimoniavano che a loro non importava niente di morire per chi aveva aperto la loro esistenza ad un altro modo di vivere affidandosi a Dio, come aveva fatto Gesù. Ma la presenza più commovente era quella di Maria! Stava lì, ferma come una roccia ad indicare la solidità della sua fede, messa a dura prova, ma solida come sempre. Certamente la sua mente sarà andata al momento dell’annunciazione quando un angelo gli aveva assicurato che avrebbe avuto un figlio il quale avrebbe ereditato “il trono di Davide suo padre”. Ciascuno di noi al posto della Madonna si sarebbe sentito ingannato da Dio! La Madonna invece non chiede spiegazioni a Dio ma accetta la volontà divina sicura che Egli non l’aveva ingannata: era lei che non capiva! Quanto dobbiamo imparare da lei! Ascoltiamo la Parola con il cuore di Maria.

Traccia di riflessione
Con Davide in Israele la nomina del re non avverrà più per designazione profetica ma per ereditarietà. Una storia che durerà 400 anni circa, nel corso della quale i re, con rare eccezioni, si comportarono proprio come tutti gli altri re orientali: egoisti, violenti, crudeli e spendaccioni. Con la distruzione di Gerusalemme del 587 a. C. l’ultimo re, Ioiakim, fu deportato in Babilonia dove morì. È questa travagliata eredità storica che Gesù ereditò e che Mt 1, 1-17 riassume nella genealogia di Gesù. A Pietro, che di fronte agli altri discepoli afferma che Egli è il Cristo, ossia l’unto, l’erede dei re dell’antico Israele, Gesù risponde raffreddando gli entusiasmi e annunciando che “il Figlio dell’uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare”, Mc 8, 31. È un progetto che il Padre gli ha affidato da realizzare. Egli il nuovo Adamo deve aderire alla volontà del Padre che gli chiede di vivere l’amore fino ad accogliere l’esperienza del dolore fidandosi di Lui. Gesù compie questa scelta nel Getsemani. La seconda lettura, tratta dalla Lettera ai Colossesi, ci offre un concentrato della teologia della regalità di Gesù. Egli è nostro re perché ci ha liberati da un tiranno: il male era il potere che dominava sul mondo; Gv chiama il demonio “principe di questo mondo” (12, 31); Gesù, avendolo sconfitto, ci ha trasferiti nel suo regno. Si tratta non di un regno di sudditi, ma di amici (Gv 13, 13), in cui regna la legge universale e suprema dell’amore (Gv 13, 12).

Preghiera dei fedeli
• Per coloro che soffrono, perché vivano ‘regalmente’ il loro dolore fisico e morale, uniti a Gesù nella passione e nella gloria, preghiamo.
• Per le persone che si sono dedicate in modo esclusivo alla vita contemplativa, in occasione della festa della Presentazione di Maria che celebreremo domani, si riscoprano uomini e donne che abitano la storia umana, si lascino attirare dal fulgore di Cristo, e vivano nella ricerca sempre incompiuta di Dio, preghiamo.
• Per noi che partecipiamo a questa celebrazione perché la conclusione dell’anno liturgico sia un invito a riconoscere i segni della presenza amorevole del Signore nella nostra vita personale e nella storia, preghiamo.

Dialogo eucaristico
O Gesù Eucaristia, grazie perché ti sei ricordato di me, di noi! Grazie perché oggi ci hai voluti alla tua mensa, vero paradiso per noi! Grazie perché il tuo amore ‘esagerato’ ti ha portato sulla croce, dove ogni nostro dolore trova senso e riceve luce di redenzione. Gesù, Re buono, guarda e consola tutti coloro che soffrono per la violenza, le guerre, le divisioni, le ingiustizie, manifesta la tua misericordia senza limiti verso ogni uomo e donaci i tuoi sentimenti perché possiamo vivere con te la regalità del nostro battesimo.
Grazie Gesù, divino Re!

Idea guida
Trasmettiamo ai fratelli la serenità di chi ha fiducia in Gesù Re buono.


Animazione liturgica preparata da don Giovanni Deiana, biblista,
Teresa Carboni e Roberta Fioravanti

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