Fraternità: quel di più che rivoluziona il mondo

Guida: Trasformare la realtà sociale con la forza del Vangelo, testimoniata da donne e uomini fedeli a Gesù Cristo, è sempre stata una sfida e lo è ancora. L’annuncio di Gesù, buona novella d’amore, di pace, di fraternità non trova facilmente accoglienza nel mondo di oggi, ancora devastato da guerre, miseria e ingiustizie; proprio per questo l’uomo del nostro tempo ha più che mai bisogno del Vangelo: della fede che salva, della speranza che illumina, della carità che ama.

Canto di esposizione

Guida: Gesù Eucaristia mostrami il tuo volto
Gesù Eucaristia rivelami il tuo cuore
Gesù Eucaristia mostrami il Padre
Gesù Eucaristia donami lo Spirito

Silenzio di adorazione

Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Guida: C’è un “di più” che abita l’esistenza cristiana, e che non si spiega semplicemente con la forza d’animo o un maggiore ottimismo. La nostra fede non è solo un ottimismo; è qualche altra cosa, di più! Ed è proprio il di più che ci dona la forza di cambiare il mondo dal di dentro.

I Lett. Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: “Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?”. Gesù gli disse: “Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?”. Costui rispose: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso”. Gli disse: “Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai”.
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: “E chi è mio prossimo?”. Gesù riprese: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?”. Quello rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. Gesù gli disse: “Va’ e anche tu fa’ così”.
Lc 10, 25-37

II Lett. Dobbiamo abituarci a fare sul serio e a dare ai termini il loro valore autentico. Quando chiamiamo fratello il nostro prossimo vuol dire che egli non è né fratellastro né fratello adottivo, ma fratello vero, nel quale scorre il nostro stesso sangue sgorgato dal costato di Cristo che ci ha fatti suoi fratelli sulla croce. Il discorso è generale e vale per molte altre cose. Se vogliamo aiutare, non diamo le briciole del nostro tempo o delle nostre forze; se vogliamo contribuire economicamente, non facciamo l’elemosina ma mettiamo in comune tutto quello che ci è possibile, accettando i sacrifici connessi a questo; se vogliamo essere veramente generosi, non limitiamo la nostra azione ai casi facili e comodi ma cerchiamo di essere presenti dovunque sia oggettivamente utile e necessario, senza misurare l’azione sul metro del nostro calcolo egoistico.
Servo di Dio Guglielmo Giaquinta

Silenzio

Solista: Ama, saluta la gente dona, perdona, ama ancora e saluta. Ama, dai la mano, aiuta, comprendi dimentica e ricorda solo il bene. E del bene degli altri godi e fai godere. Godi del nulla che hai, del poco che basta giorno dopo giorno: e pure quel poco – se necessario – dividi. E vai, vai leggero dietro il vento e il sole e canta. Vai di paese in paese e saluta tutti il nero, l’olivastro e perfino il bianco. Canta il sogno del mondo che tutti i paesi si contendano di averti generato.
David Maria Turoldo

Canto

Il cristiano: lievito di fraternità nel mondo

Guida: Chi è il cristiano? Cos’è che distingue i cristiani dal resto dell’umanità? Si può individuare un cristiano in una folla? Perché alcuni si sono convertiti alla fede attratti dall’esempio di cristiani, anche senza avere una propria consapevolezza? Edith Stein, per esempio, fu profondamente toccata dalla reazione della sua amica cristiana che accettò con fede e rassegnazione la perdita di suo marito, morto in guerra. Fu anche impressionata dalla vista delle signore che, ritornando dal mercato con le buste cariche di acquisti, si fermavano in Chiesa per una visita al Santissimo Sacramento. Chi sono questi cristiani?

I Lett. Disse loro un’altra parabola: “Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata” (Mt 13, 33)

II Lett. I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per territorio, né per lingua, né per abiti. Non abitano neppure città proprie, né usano una lingua particolare … Ma testimoniano uno stile di vita mirabile e, a detta di tutti, paradossale … Risiedono nella loro patria ma come stranieri domiciliati; a tutto partecipano come cittadini e a tutto sottostanno come stranieri; ogni terra straniera è patria per loro e ogni patria è terra straniera.
Lettera a Diogneto

Rit: Ti cerco, mio Dio, in semplicità di cuore
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze. Rit
Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l’anima mia. Rit
Speri Israele nel Signore,
ora e sempre. Rit

Silenzio

Per la riflessione personale:
Gesù trascorse trent’anni in una vita nascosta, senza fare nulla di grande, così, solo per vivere. Non predicò, non chiamò discepoli, non promosse nulla in ordine alla missione per la quale era venuto nel mondo. Di conseguenza, gli altri lo hanno trattato come uno di loro. Simile è la sorte dei cristiani di oggi. Non appaiono diversi dagli altri uomini con cui essi lavorano e vivono. Ma, pur simili a costoro esteriormente, sono molto diversi nel loro intimo; non vogliono apparire agli occhi del mondo, si comportano con grande semplicità, con un’apparenza molto ordinaria, ma in realtà si impegnano seriamente per la propria santificazione. Fanno ogni sforzo per cambiare sé stessi, diventare simili a Dio, imporsi una disciplina, rinunciare al mondo; ma lo fanno in segreto. Questi cristiani, alla vista dell’uomo comune, sono uguali a quelli che più o meno sono attaccati al mondo perché la vera religiosità è una vita nascosta nel cuore; sebbene essa non possa esistere senza le azioni, queste sono per lo più azioni segrete: segrete opere di carità, segrete preghiere, segrete rinunce, segrete lotte, segrete vittorie.
John Henry Newman

Canto

La forza che ci rende fratelli è l’Amore

Guida: La fraternità è una dimensione essenziale dell’uomo, il quale è un essere relazionale. La viva consapevolezza di questa relazionalità ci porta a vedere e trattare ogni persona come una vera sorella e un vero fratello; senza di essa diventa impossibile la costruzione di una società giusta, di una pace solida e duratura.

I Lett. Scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!
Col 3, 12-15

II Lett. È questa la buona novella che richiede ad ognuno un passo in più, un esercizio perenne di empatia, di ascolto della sofferenza e della speranza dell’altro, anche del più lontano da me, incamminandosi sulla strada esigente di quell’amore che sa donarsi e spendersi con gratuità per il bene di ogni fratello e sorella. Cristo è venuto nel mondo per portarci la grazia divina, cioè la possibilità di partecipare alla sua vita. Ciò comporta tessere una relazionalità fraterna, improntata alla reciprocità, al perdono, al dono totale di sé, secondo l’ampiezza e la profondità dell’amore di Dio, offerto all’umanità da Colui che, crocifisso e risorto, attira tutti a sé.
Papa Francesco

Insieme: Apri i nostri occhi, Signore, perché possiamo vedere Te nei nostri fratelli e sorelle. Apri le nostre orecchie, Signore, perché possiamo udire le invocazioni di chi ha fame, freddo, paura, e di chi è oppresso. Apri il nostro cuore, Signore, perché impariamo ad amarci gli uni gli altri come tu ci ami. Donaci di nuovo il tuo Spirito, Signore, perché diventiamo un cuore solo ed un’anima sola, nel tuo nome. Amen.
S. Teresa di Calcutta

Silenzio

Canto

Cerchiamo sempre ciò che ci unisce, mai quello che ci divide

Guida: Nel cuore di ogni uomo e di ogni donna alberga il desiderio di una vita piena, alla quale appartiene un anelito insopprimibile alla fraternità, che sospinge verso la comunione con gli altri, nei quali troviamo non nemici o concorrenti, ma fratelli da accogliere ed abbracciare.

I Lett. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.
Gv 13, 34-35

II Lett. Gesù ci insegna che la legge fondamentale della perfezione umana, e quindi della trasformazione del mondo, è il nuovo comandamento della carità. Il comportamento della persona è pienamente umano quando nasce dall’amore, manifesta l’amore, ed è ordinato all’amore. Questa verità vale anche in ambito sociale: occorre che i cristiani ne siano testimoni profondamente convinti e sappiano mostrare, con la loro vita, come l’amore sia l’unica forza che può guidare alla perfezione personale e sociale e muovere la storia verso il bene.
Dal Compendio della dottrina sociale della Chiesa

Costruttori di un mondo nuovo
I Coro: Al mondo, immerso nell’egoismo e nella ingiustizia,
tu sei venuto, Signore a dire una parola nuova.
Ci hai parlato di amore e di fraternità,
e ci hai rilevato l’esistenza di un Padre che ama tutti
infinitamente e tutti vuole fratelli;
e hai lasciato tale messaggio come testamento
perché fosse diffuso nel mondo.
II Coro: Ma ancora molti non lo conoscono,
e cercano di risolvere i loro problemi
attraverso la giustizia, rimanendone, spesso, delusi.
Questa nostra povertà invoca aiuto da te.
I Coro: E tu, Signore ti sei degnato di chiamarci
perché diveniamo tua risposta ai fratelli,
vivendo noi per primi il comandamento dell’amore
e ripetendo a tutti che la fraternità,
più che la sola giustizia, può risolvere i problemi dell’uomo.
II Coro: Noi desideriamo compiere la missione
che ci hai affidato e parlare di amore e di fraternità.
Per questo, Signore, dacci il dono della parola
e il coraggio della testimonianza.
I Coro: Aiutaci a divenire forza capace di edificare
un mondo nuovo, in cui vivere quali figli
di uno stesso Padre celeste e dell’unica madre Maria,
fratelli in te, discepoli fedeli della tua Chiesa.
Insieme: Donaci la forza dello Spirito
per essere costruttori di un mondo
in cui tutti gli uomini possano e sappiano vivere da fratelli.
Amen.
Servo di Dio Guglielmo Giaquinta

Benedizione eucaristica e canto di reposizione

O Cuore immacolato di Maria,
vivo modello di ogni santità,
dona tu la fiducia di diventare santi.

Sussidio preparato da Cinzia Di Stefano


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