I gesti della fraternità

Adorazione eucaristica - giugno 2015

Guida In un mondo in cui quasi tutto è virtuale e le amicizie si stingono e si portano avanti on-line, il Signore ci chiama a vivere la fraternità attraverso gesti concreti che nascono da un cuore attento, disposto all’ascolto, al dialogo, a mettere da parte qualcosa di sé per fare spazio all’altro. Gesù, presente tra noi nell’Eucaristia, è il segno più concreto dell’amore del Padre: impariamo da Lui.

Canto

Sac. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Ass. Amen.

Preghiamo insieme:

Vieni, o Spirito Santo,
dentro di me, nel mio cuore e nella mia intelligenza.
Accordami la tua intelligenza,
perché io possa conoscere il Padre
nel meditare la parola del Vangelo.
Accordami il tuo amore, perché anche quest’oggi,
esortato dalla tua parola,
ti cerchi nei fatti e nelle persone che ho incontrato.
Accordami la tua sapienza, perché io sappia rivivere
e giudicare, alla luce della tua parola,
quello che oggi ho vissuto.
Accordami la perseveranza,
perché io con pazienza penetri
il messaggio di Dio nel Vangelo. (San Tommaso d’Aquino)

Canto di esposizione e silenzio di adorazione

Aprire le braccia

Guida Gesù ci accoglie sempre con i nostri problemi, il nostro carattere, ci accoglie come siamo: a volte bravi, comprensivi, a volte irritati e difficili da sopportare. Lui ci viene incontro spalancando le braccia, ci accoglie e ci insegna, anzi, ci trasforma il cuore.

I lett Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo ha accolto voi. (Rm 15, 7)

II lett I momenti di comunione sono attimi di pienezza, momenti di silenzio e di riposo che possono diventare preghiera. Sono momenti di guarigione interiore che due persone si donano reciprocamente. Questo avviene anche fra amici, quando, dopo aver parlato a lungo, c’è una sorta di momento magico di comunione in cui si sente che si sta bene insieme. Sui due amici scende un silenzio che nessuno dei due ha voglia di infrangere. Questo momento di pace, di amicizia, di comunione, diventa un momento in cui si è insieme nell’umiltà e nel dono di sé. È un istante di eternità in un mondo in cui si intrecciano l’azione, il rumore, l’aggressività, il bisogno individuale di affermarsi e la ricerca dell’efficacia. Due cuori battono all’unisono, dando libertà l’uno all’altro. Due persone sono presenti l’una all’altra. E come se il tempo si fermasse. Tuttavia, l’uno non può bastare all’altro. L’altro non è Dio; non può colmare totalmente il cuore umano. Ma può essere uno strumento di Dio, può rivelare la sua presenza. (Jean Vanier)

Preghiamo: Apri le nostre braccia, Signore

• Ogni volta che vogliamo allontanare gli altri
• Ogni volta che neghiamo una parola di incoraggiamento a chi ne avrebbe bisogno
• Ogni volta che pensiamo che le persone vogliano approfittare della nostra bontà
• Ogni volta che giudichiamo ingiustamente gli altri e li disprezziamo
• Ogni volta che ci chiudiamo in noi stessi e non vogliamo perdonare
• Ogni volta che percepiamo la tua presenza nell’altro
• Ogni volta che sentiamo nel cuore il tuo stesso amore

Silenzio e canto

Imparare a dialogare

Guida A volte può capitare di parlare e non capirsi. Eppure in noi c’è la chiarezza delle nostre ragioni, del nostro stare nel giusto. Perché l’altro non capisce? Dio, invece, ci scruta, ci conosce fino in fondo. Ha la pazienza di starci ad ascoltare mentre riempiamo le nostre preghiere di lamentele su questa o quella persona, poi ci aiuta a comprendere e perdonare.

I lett Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano. (Ef 4, 29)

II lett. La strada più veloce e sicura verso la gentilezza è la parola: usatela per far del bene agli altri. Se pensate bene degli altri, parlerete anche bene, degli altri. (…) Quando sapete di aver ferito qualcuno siate i primi a chiedere scusa. Non possiamo perdonare se non sappiamo di aver bisogno di perdono, e il perdono è l’inizio dell’amore. (Beata M. Teresa di Calcutta)

III lett Una bocca amabile moltiplica gli amici, un linguaggio gentile attira i saluti. (Sir 22, 5)
IV lett Signore, quando avrei voglia di alzare la voce, insegnami ad amare nel silenzio.

III lett Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore. (Sir 22, 16)
IV lett Signore, quando vorrei mettere una barriera tra me e gli altri, insegnami ad andare loro incontro.

III lett. Chi teme il Signore è costante nella sua amicizia, perché come uno è, così sarà il suo amico. (Sir 22, 17)
IV lett. Signore, quando avrei voglia di fare prevalere le mie idee, insegnami ad ascoltare.

III lett. Non cambiare un amico per interesse, né un fratello fedele per l’oro di Ofir. (Sir 22, 18)
IV lett. Signore, quando sarebbe più conveniente pensare solo al mio interesse, insegnami ad aiutare gli altri.

III lett. Non mi vergognerò di proteggere un amico, non mi nasconderò davanti a lui. (Sir 22, 25)
IV lett. Signore, quando l’altro è deriso o emarginato per la sua diversità, insegnami a prendere le sue difese.

Silenzio e canto

Anima della pace è l’amore

Guida Il perdono è l’arma della pace. Il perdono che viene da Dio guarisce il nostro cuore e quello del fratello, ci consente di andare avanti e di essere felici.

I lett Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo. (Ef 4, 32)

II lett C’è bisogno di cristiani che rendano visibile agli uomini di oggi la misericordia di Dio, la sua tenerezza per ogni creatura. Sappiamo tutti che la crisi dell’umanità contemporanea non è superficiale ma profonda. Per questo la nuova evangelizzazione, mentre chiama ad avere il coraggio di andare controcorrente, di convertirsi dagli idoli all’unico vero Dio, non può che usare il linguaggio della misericordia, fatto di gesti e di atteggiamenti prima ancora che di parole.
(Papa Francesco)

Silenzio

Nel momento di silenzio si può fare un segno: ciascuno è invitato a chiedere nel suo cuore il dono del perdono. Chi vuole può portare davanti a Gesù Eucaristia una piccola luce, simbolo del perdono che abbiamo accolto da Gesù e che illumina il nostro cuore e mette, in un cestino davanti all’altare, un foglietto con il nome di una persona che chiediamo a Gesù di riuscire a perdonare.

Piccole ‘luci’ per la riflessione personale:

È importante avere amici di cui potersi fidare. Ma è essenziale avere fiducia nel Signore, che non ci delude mai. (@Pontifex)

Non pensiamo che l’amore sia una cosa che brilla, ma una cosa che consuma. (Madeleine Delbrêl)

Non si può andare a Dio senza passare attraverso i fratelli. (Beato Paolo VI)

Dio ci ama, ma sempre tramite qualcuno. (Beato Pino Puglisi)

Per avere una vera pace, bisogna darle un’anima. Anima della pace è l’amore. (Beato Paolo VI)

Non preoccupatevi per ciò che avete provato e fallito, ma di ciò che vi è ancora possibile fare.
(S. Giovanni XXIII)

La gioia non può essere separata dal dono! (Beato Paolo VI)
Libero veramente è colui che è capace di donarsi totalmente. Educare alla libertà significa educare all’amore. (Beato Paolo VI)

Canto

Camminare insieme

Guida Dopo avere ricevuto e donato il perdono, ci rialziamo e iniziamo di nuovo a camminare insieme, custodendo e coltivando la grazia di questi momenti nei nostri cuori.

I lett. Non vi è amore più grande di questo: dare la propria vita per i propri amici. (Gv 15, 12)

II lett. Come si impara a camminare camminando, così si impara ad amare amando.
(San Francesco di Sales)

Guida: ascolteremo dalla voce di due lettori il codice della fraternità, scritto dal Servo di Dio Guglielmo Giaquinta. Vogliamo accoglierlo come un mandato, come un proposito che facciamo di vivere con gioia e rendere il mondo ogni giorno migliore.

I Sol Ogni uomo che ti passa vicino è tuo fratello.
Le persone alle quali stai abitualmente accanto lo sono ancora di più. Avvicinale come se le avessi conosciute da sempre. Vai tu per primo incontro ad esse togliendole dall’imbarazzo. Comprendi quanti sono irritati o adirati, ma non lasciarti influenzare dal loro stato di nervosismo.
Gli uomini, troppo spesso, non sono cattivi, ma frustrati nell’affetto: consenti loro, aiutandoli discretamente, di potersi aprire. Sappi sorridere molto, giacché il sorriso crea un ambiente. Sii uomo del sorriso, ma non del compromesso. Sforzati di acquistare un sano senso dell’umorismo: il mondo è già troppo serio ed ha bisogno di essere sdrammatizzato. Gli onomastici, i compleanni e le altre feste, sono tutte occasioni per creare momenti di fraternità.

II Sol A chi ti chiede qualcosa se è un suo diritto: fai subito ciò che ti è possibile, non rendere difficile ciò che è facile, non far cadere dall’alto ciò che è semplice; se domanda un favore: se ti è possibile, fallo volentieri, se realmente non puoi, rispondi scusandoti con sincerità: in ogni caso, non mostrarti disturbato. A chi nulla ti chiede o nulla vuole, riserva il dono di una preghiera più viva. Spesso solo attraverso la fraternità umana potrai arrivare a quella cristiana e a quella spirituale, ma non arrestarti ai primi gradini dell’amore: prosegui sempre più in alto. (Guglielmo Giaquinta)

Benedizione eucaristica e canto di reposizione

O Cuore Immacolato di Maria
vivo modello di ogni santità
dona Tu la fiducia di diventare santi

Sussidio preparato da Vittoria Terenzi

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