10 agosto 2014

XIX domenica del Tempo Ordinario - A - III settimana del Salterio

Idea luce

Andiamo incontro al Signore che ci precede.

Introduzione

Nella liturgia odierna siamo invitati a riflettere su come riconoscere la presenza di Dio in mezzo a noi, dentro la nostra storia e dentro la nostra realtà. Non è facile per noi, distratti da tanti rumori, da tante voci, da tante occupazioni e preoccupazioni, che ci distolgono da Lui. Se, invece, provassimo a fare spazio e a fare silenzio, sentiremmo la voce di Dio che ci sussurra il suo amore; se tenessimo lo sguardo fisso su Gesù non vacilleremmo di continuo, come spesso ci accade. Andiamo incontro al Signore, che sempre ci precede!

Liturgia della Parola

LETTURE: 1 Re 19, 9a.11-13a;

Sal 84;

Rm 9, 1-5;

Mt 14, 22-33

La Parola di Dio ci invita ad andare oltre le apparenze, a superare i nostri schemi e le nostre convinzioni, per aprirci all’esperienza della fede. Dio non si manifesta secondo i nostri desideri e le nostre aspettative e neanche si diverte a stupirci con effetti speciali. Egli è paziente e misericordioso e soprattutto ci rispetta, perché ci conosce e ci ama. Ascoltiamo con cuore disponibile.

 

Traccia di riflessione

Come riconoscere la presenza di Dio in mezzo a noi? Come riconoscerci alla presenza di Dio? Sembrano queste le domande alle quali la Parola di Dio di questa domenica vuole offrire una risposta. Nella prima lettura, tratta dal primo libro dei Re, anche noi siamo condotti “in Elia” sul monte Oreb e anche a noi viene chiesto di fermarci alla presenza di Dio; tante volte vorremmo che Dio camminasse al nostro fianco, mentre non ci rendiamo conto che sovente è Lui che ci chiede di “fermarci” e porci alla sua presenza, per riconoscerlo non nel turbine, non nel terremoto, non nel fuoco, ma nella quiete che solo Lui può portare ai nostri cuori, troppo spesso stanchi e affaticati. È questa l’esperienza che facciamo, nella pagina evangelica, con i discepoli, quando ci troviamo a dover combattere con il “mare in tempesta” di una vita che troppo spesso è alla deriva; siamo allora associati alla sofferenza di Paolo per il fatto che la sua gente non ha accolto il Messia venuto a portare quella misericordia – che nel versetto del salmo chiediamo di mostrarci – ma che raramente sperimentiamo credendo, come l’apostolo Pietro, di poter restare “a galla” senza stringere la mano, che continuamente Cristo ci tende nella vita sacramentale.

Preghiera dei fedeli

• Per la Santa Chiesa, perché sia segno della presenza viva del Signore nel mondo, specialmente attraverso il dono dei sacramenti, preghiamo.

• Per il Papa, i Vescovi, i presbiteri e i diaconi, perché sulle orme di Gesù sappiano andare incontro all’umanità che ha bisogno di ritrovare la pace e una guida sicura, preghiamo.

• Per i governanti, perché nel loro lavoro quotidiano diano ascolto a chi vuole far sentire la propria voce, a favore delle persone e delle famiglie in difficoltà, preghiamo.

• Per i migranti che, spinti dal bisogno, affrontano in mare il viaggio verso una terra straniera, perché trovino accoglienza e interesse anche per la loro realtà di provenienza, preghiamo.

• Per noi qui presenti, perché sappiamo scorgere dentro le pieghe della nostra vita Dio che si fa vicino e viene a mostrarci la sua misericordia, così da essere strumenti di riconciliazione per i fratelli, preghiamo.

Dialogo eucaristico

In questo momento in cui ci nutriamo del tuo Corpo, Signore, ci rendiamo conto di quanto Tu ci sei vicino. Sei parte di noi e non ci abbandoni mai, soprattutto quando la nostra vita è in tempesta. Tu ci chiedi un cuore attento e un animo sempre aperto all’ascolto della tua Parola. Per questo ti rendiamo grazie, perché ci inviti a fermarci, a trascurare ciò che non ci sazia e a desiderare e ricercare l’unico vero alimento della nostra vita. Insieme a te non abbiamo paura e sappiamo guardare noi stessi e gli altri con il tuo sguardo di tenerezza.

Idea guida

Viviamo il mandato di essere per i fratelli segno della presenza amorevole di Dio.

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