Idea Luce
Gesù è la Via che conduce al Padre.
Gesù è la Via che conduce al Padre.
Introduzione
In questa quinta domenica di Pasqua Gesù rivela il suo stretto rapporto con il Padre e rende visibile il Dio invisibile rivelandoLo agli uomini. “Io sono la Via”, la “Verità” e la “Vita”, queste sono le parole che ancora oggi il Signore ripete a noi. Egli è il nostro “Cammino”, l’unica Via che conduce al Padre per ottenere la salvezza eterna. Apriamo il nostro cuore al Risorto, accogliamo le sue parole di Verità e il dono della sua Vita. Mettiamoci in ascolto della Parola e, con umiltà, chiediamo al Signore un cambiamento interiore per riscoprire il vero volto del Padre e la bellezza del credere con una fede rinnovata.
In questa quinta domenica di Pasqua Gesù rivela il suo stretto rapporto con il Padre e rende visibile il Dio invisibile rivelandoLo agli uomini. “Io sono la Via”, la “Verità” e la “Vita”, queste sono le parole che ancora oggi il Signore ripete a noi. Egli è il nostro “Cammino”, l’unica Via che conduce al Padre per ottenere la salvezza eterna. Apriamo il nostro cuore al Risorto, accogliamo le sue parole di Verità e il dono della sua Vita. Mettiamoci in ascolto della Parola e, con umiltà, chiediamo al Signore un cambiamento interiore per riscoprire il vero volto del Padre e la bellezza del credere con una fede rinnovata.
Liturgia della Parola
LETTURE:
At 6, 1-7;
Sal 32 – Rit. Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo;
1Pt 2, 4-9;
Gv 14, 1-12
La prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, presenta la Chiesa nascente, in cui risulta dominante il ministero apostolico, caratterizzato dalla preghiera e dall’annuncio della Parola. Nei versetti del Salmo 33, il salmista invita i giusti a lodare il Signore, a cantare a Lui con l’arpa e la cetra perché il Signore ama la giustizia e la terra è piena della sua Parola. Nella seconda lettura, l’apostolo Pietro paragona il popolo di Dio ad “un edificio spirituale” di cui Cristo è la “pietra angolare”, e chi si accosta al Signore diventa anch’egli “pietra viva. Nel brano del Vangelo, Gesù, poco prima del suo arresto, esorta i suoi discepoli a non essere tristi, ad avere fiducia in Dio Padre e in Lui. Con pazienza Gesù ripete agli apostoli, e anche a noi, che Lui è la via sicura: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv. 14, 6).
LETTURE:
At 6, 1-7;
Sal 32 – Rit. Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo;
1Pt 2, 4-9;
Gv 14, 1-12
La prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, presenta la Chiesa nascente, in cui risulta dominante il ministero apostolico, caratterizzato dalla preghiera e dall’annuncio della Parola. Nei versetti del Salmo 33, il salmista invita i giusti a lodare il Signore, a cantare a Lui con l’arpa e la cetra perché il Signore ama la giustizia e la terra è piena della sua Parola. Nella seconda lettura, l’apostolo Pietro paragona il popolo di Dio ad “un edificio spirituale” di cui Cristo è la “pietra angolare”, e chi si accosta al Signore diventa anch’egli “pietra viva. Nel brano del Vangelo, Gesù, poco prima del suo arresto, esorta i suoi discepoli a non essere tristi, ad avere fiducia in Dio Padre e in Lui. Con pazienza Gesù ripete agli apostoli, e anche a noi, che Lui è la via sicura: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv. 14, 6).
Traccia di riflessione
La liturgia di questa domenica ci presenta il volto di Gesù che vive nella Chiesa, di cui noi siamo le “pietre vive” con la missione di esaltare le grandi opere del Signore. Il Vangelo riporta il discorso che Gesù fa ai suoi discepoli, durante l’ultima cena, per aiutarli a superare il turbamento che la sua passione, di lì a poco, avrebbe causato, e li esorta a non essere tristi, ma ad avere fede: «Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me» (Gv 14, 1). Affidiamoci a Dio-Padre che ha operato la salvezza mediante il suo Figlio Gesù. Il Padre lo ha mandato tra noi perché ci insegnasse che cosa significa “amare” senza limitazioni e in che modo potessimo realizzare il progetto che Dio ha su ciascuno di noi. Tutto quello che Gesù ha detto viene dal Padre e tutto quello che lui ha fatto lo ha fatto il Padre. Padre e Figlio sono la stessa cosa; il Padre è diventato visibile nell’incarnazione del Figlio Gesù: se conosciamo il Cristo conosciamo anche il Padre. Dice il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta: “L’umanità sa che, ascoltando Cristo, entra in un rapporto nuovo con il Padre e il Padre ha un rapporto nuovo con l’umanità (con ciascun uomo) attraverso Cristo. Ciascuno può dire: «Io posso diventare un uomo nuovo»” (da “La fedeltà”). Gesù ha preso su di sé la nostra umanità per portarla oltre la morte, in un posto nuovo, in Cielo. “Io torno al Padre, nella sua casa ci sono molte dimore ed io ora vado a prepararvi un posto dove sono io, poi tornerò e vi porterò con me per sempre” (Gv 14, 2-3). Gesù, col ritorno al Padre, ci apre la via e ci prepara il posto nella Casa Celeste e attraverso di Lui noi, percorrendo lo stesso cammino, raggiungiamo il Padre. Spetta a noi, con la nostra vita terrena, aprirci alla meta della santità. L’unico modo è seguire il Vangelo, gli insegnamenti di Cristo nel nostro quotidiano, nelle nostre attività in famiglia, nel lavoro, nel servizio e a vivere con entusiasmo e nella gioia. Quindi l’unica “Via” per giungere al Padre è Gesù stesso, Verbo incarnato, che nella fede rende visibile il Padre e il suo amore. “Io sono la via, la verità e la vita”; queste stesse parole Gesù le dice, oggi, anche a ciascuno di noi. Gesù è la “Via”, è nostro compagno di viaggio che guida, sostiene, rialza e nutre con la Sua Parola, con il Suo Corpo e il Suo Sangue. Gesù è la “Verità”, tutto ciò che ha detto e ha fatto nella sua vita terrena è opera del Padre e Gesù ha obbedito solo a Lui facendo la sua volontà. Gesù è la “Vita” che si dona e rinnova ogni uomo; vince la morte e ci proietta nell’eternità. “Gesù è colui che accende sprazzi di speranza e, quando c’è la speranza, il cammino della fedeltà è più facile; quando non c’è la speranza, la fedeltà non muore.” (da “La fedeltà”, Servo di Dio Guglielmo Giaquinta).
La liturgia di questa domenica ci presenta il volto di Gesù che vive nella Chiesa, di cui noi siamo le “pietre vive” con la missione di esaltare le grandi opere del Signore. Il Vangelo riporta il discorso che Gesù fa ai suoi discepoli, durante l’ultima cena, per aiutarli a superare il turbamento che la sua passione, di lì a poco, avrebbe causato, e li esorta a non essere tristi, ma ad avere fede: «Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me» (Gv 14, 1). Affidiamoci a Dio-Padre che ha operato la salvezza mediante il suo Figlio Gesù. Il Padre lo ha mandato tra noi perché ci insegnasse che cosa significa “amare” senza limitazioni e in che modo potessimo realizzare il progetto che Dio ha su ciascuno di noi. Tutto quello che Gesù ha detto viene dal Padre e tutto quello che lui ha fatto lo ha fatto il Padre. Padre e Figlio sono la stessa cosa; il Padre è diventato visibile nell’incarnazione del Figlio Gesù: se conosciamo il Cristo conosciamo anche il Padre. Dice il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta: “L’umanità sa che, ascoltando Cristo, entra in un rapporto nuovo con il Padre e il Padre ha un rapporto nuovo con l’umanità (con ciascun uomo) attraverso Cristo. Ciascuno può dire: «Io posso diventare un uomo nuovo»” (da “La fedeltà”). Gesù ha preso su di sé la nostra umanità per portarla oltre la morte, in un posto nuovo, in Cielo. “Io torno al Padre, nella sua casa ci sono molte dimore ed io ora vado a prepararvi un posto dove sono io, poi tornerò e vi porterò con me per sempre” (Gv 14, 2-3). Gesù, col ritorno al Padre, ci apre la via e ci prepara il posto nella Casa Celeste e attraverso di Lui noi, percorrendo lo stesso cammino, raggiungiamo il Padre. Spetta a noi, con la nostra vita terrena, aprirci alla meta della santità. L’unico modo è seguire il Vangelo, gli insegnamenti di Cristo nel nostro quotidiano, nelle nostre attività in famiglia, nel lavoro, nel servizio e a vivere con entusiasmo e nella gioia. Quindi l’unica “Via” per giungere al Padre è Gesù stesso, Verbo incarnato, che nella fede rende visibile il Padre e il suo amore. “Io sono la via, la verità e la vita”; queste stesse parole Gesù le dice, oggi, anche a ciascuno di noi. Gesù è la “Via”, è nostro compagno di viaggio che guida, sostiene, rialza e nutre con la Sua Parola, con il Suo Corpo e il Suo Sangue. Gesù è la “Verità”, tutto ciò che ha detto e ha fatto nella sua vita terrena è opera del Padre e Gesù ha obbedito solo a Lui facendo la sua volontà. Gesù è la “Vita” che si dona e rinnova ogni uomo; vince la morte e ci proietta nell’eternità. “Gesù è colui che accende sprazzi di speranza e, quando c’è la speranza, il cammino della fedeltà è più facile; quando non c’è la speranza, la fedeltà non muore.” (da “La fedeltà”, Servo di Dio Guglielmo Giaquinta).
Preghiera dei fedeli
• Per la Santa Chiesa, discepola del Maestro Divino, che indichi all’umanità i molteplici valori del Vangelo, necessari per costruire un mondo rinnovato dalla Pasqua e realizzare il regno di Dio. Preghiamo
• Per il Papa, i vescovi, i presbiteri e i diaconi, “pietre vive” della Chiesa, che orientino a sperimentare la forza della Resurrezione di Cristo e a testimoniare ai fratelli che il Signore, fonte di fraternità, di giustizia e di pace, è vivo in mezzo a noi. Preghiamo
• Per i giovani che a volte si lasciano dominare dal male che semina violenza e morte, affinché, tra le molteplici strade che vedono davanti a loro, scelgano la Via del Signore venuto a salvarci e sperimentino la gioia di vivere il Vangelo. Preghiamo
• Per la pace nel mondo e per una società più giusta, che il dialogo costruttivo, il senso di responsabilità, il desiderio di bene comune e di unità orienti le scelte dei governanti di tutte le nazioni. Preghiamo
• Per tutti coloro che sono segnati dal dolore o vivono nello sconforto per situazioni difficili, che trovino nell’Eucaristia il sostegno per affrontare e sostenere le prove della vita. Preghiamo
• Per noi qui presenti che, illuminati dal Volto di Cristo, possiamo imparare a dare più importanza alle ragioni vere della fraternità tra gli uomini e al sommo bene della pace per realizzare il progetto di Dio. Preghiamo.
• Per il Papa, i vescovi, i presbiteri e i diaconi, “pietre vive” della Chiesa, che orientino a sperimentare la forza della Resurrezione di Cristo e a testimoniare ai fratelli che il Signore, fonte di fraternità, di giustizia e di pace, è vivo in mezzo a noi. Preghiamo
• Per i giovani che a volte si lasciano dominare dal male che semina violenza e morte, affinché, tra le molteplici strade che vedono davanti a loro, scelgano la Via del Signore venuto a salvarci e sperimentino la gioia di vivere il Vangelo. Preghiamo
• Per la pace nel mondo e per una società più giusta, che il dialogo costruttivo, il senso di responsabilità, il desiderio di bene comune e di unità orienti le scelte dei governanti di tutte le nazioni. Preghiamo
• Per tutti coloro che sono segnati dal dolore o vivono nello sconforto per situazioni difficili, che trovino nell’Eucaristia il sostegno per affrontare e sostenere le prove della vita. Preghiamo
• Per noi qui presenti che, illuminati dal Volto di Cristo, possiamo imparare a dare più importanza alle ragioni vere della fraternità tra gli uomini e al sommo bene della pace per realizzare il progetto di Dio. Preghiamo.
Dialogo eucaristico
Signore Gesù, “Via, Verità e Vita”, ti rendiamo grazie perché ti sei donato sulla croce per la nostra salvezza e Ti fai nostro “Cibo” nell’Eucaristia. Grazie, perché il Tuo Amore è più grande di ogni nostra fragilità e scoraggiamento e perché cammini sempre al nostro fianco, pronto a tenderci la mano per rialzarci e non perderci sui diversi sentieri della vita. Con fede rinnovata, apriamo il cuore a Te, Signore, desiderosi di camminare sulle Tue orme per gustare in pienezza la vita che il Padre ha pensato per noi. Signore Gesù che dai senso al nostro pellegrinaggio terreno, illumina il nostro cammino e rendici capaci di testimoniare il Vangelo e il Tuo Amore. Amen.
Signore Gesù, “Via, Verità e Vita”, ti rendiamo grazie perché ti sei donato sulla croce per la nostra salvezza e Ti fai nostro “Cibo” nell’Eucaristia. Grazie, perché il Tuo Amore è più grande di ogni nostra fragilità e scoraggiamento e perché cammini sempre al nostro fianco, pronto a tenderci la mano per rialzarci e non perderci sui diversi sentieri della vita. Con fede rinnovata, apriamo il cuore a Te, Signore, desiderosi di camminare sulle Tue orme per gustare in pienezza la vita che il Padre ha pensato per noi. Signore Gesù che dai senso al nostro pellegrinaggio terreno, illumina il nostro cammino e rendici capaci di testimoniare il Vangelo e il Tuo Amore. Amen.
Idea guida
Viviamo con gioia il comandamento dell’amore fraterno in gesti concreti di servizio, di dono e di aiuto reciproco, per essere anche noi “pietre vive” della Chiesa di Cristo.
Viviamo con gioia il comandamento dell’amore fraterno in gesti concreti di servizio, di dono e di aiuto reciproco, per essere anche noi “pietre vive” della Chiesa di Cristo.
Animazione liturgica preparata da Annamaria Garro
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