Animazione Liturgia Domenica 22 Marzo 2026

V Domenica di Quaresima (A) - I settimana del Salterio

Idea Luce
Chi crede in me, dice Gesù, non morirà in eterno.

Introduzione
Il Vangelo della quinta domenica di Quaresima propone la resurrezione di Lazzaro, l’amico di Gesù, che dopo essere morto ed essere stato deposto nel sepolcro, viene risuscitato. Prefigurazione della morte e risurrezione di Gesù, anche la morte di Lazzaro è per la gloria del Figlio di Dio. La sua morte conduce alla salvezza, all’incontro con il Signore della vita: chi crede in me anche se muore vivrà, dice Gesù a Marta. Questo è ciò che Gesù dice oggi anche a ciascuno di noi: credi che io sono la resurrezione e la vita? Credi che io posso darti la vita vera, quella vita che va oltre la morte che sperimenti ogni giorno? Se facciamo entrare Gesù nei sepolcri della nostra vita, lui li riempirà della sua luce e porterà vita feconda in ognuno di essi. Portiamo al Signore quei luoghi di morte che ci abitano presentandoli su questo altare.

Liturgia della Parola
LETTURE:
Ez 37, 12-14;
Sal 129 – Rit. Il Signore è bontà e misericordia;
Rm 8, 8-11;
Gv 11, 1-45

L’immagine del sepolcro aperto attraversa le letture di oggi: c’è una promessa di vita nelle parole del profeta Ezechiele: “aprirò le vostre tombe… farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete”. E così nel salmo ripeteremo che “grande è con Dio la redenzione”. Anche san Paolo ci ricorda che lo spirito di Cristo abita in noi e da lui riceviamo vita. È l’esperienza di Lazzaro: Gesù risveglia il suo amico perché attraverso di lui sia data gloria a Dio e tutti credano che solo in Lui c’è risurrezione e vita piena.

Traccia di riflessione
È un Vangelo, quello di oggi, attraversato da sentimenti di vero amore, di affetto sincero, di relazioni di amicizia, di vicinanza del cuore. Gesù è con i suoi discepoli, sta affrontando un periodo già tribolato, per le minacce, le avversioni…anche Gerusalemme rappresenta per lui una meta pericolosa. Ma al centro della sua attenzione c’è un amico malato e una casa, a Betania, luogo per lui di incontro e ritrovo sicuro, luogo di accoglienza e di amicizia. La famiglia di Marta, Maria e Lazzaro gli sta a cuore. Gesù ha una missione troppo grande e universale da compiere, tutto il suo essere è orientato a dare gloria al Padre, a poter dire e mostrare al mondo che il Padre è tutto, che ama gli uomini e vuole che si scoprano figli amati. Ma Gesù la sua missione la compie nel quotidiano e dentro le storie che attraversa. Oggi c’è il dolore della malattia e della morte di Lazzaro da affrontare: e dentro questa perdita, che lo tocca personalmente nei sentimenti più cari, Egli può mettersi ancora di più in dialogo col Padre e chiedergli di risvegliare il suo amico alla vita, perché questo dono e miracolo possa suscitare speranza, fede rinnovata, possa aprire spiragli di luce ai suoi discepoli e a tutti quelli che gli stanno attorno, e possa testimoniare loro che Lui è veramente risurrezione e vita. Proprio mentre si avvicina l’ora della prova, proprio quando è vicino il tempo di tornare a Gerusalemme e lì compiere la Sua Pasqua. Gesù sceglie di salvare la vita di un amico, per preparare i cuori di tutti a riconoscere in Lui la fonte della vita senza fine, il Figlio amato che Dio Padre dona all’umanità.

Preghiera dei fedeli
• Perché la Chiesa continui ad annunciare con gioia che la morte non è l’ultima parola e, ispirata dallo Spirito Santo, sia capace di aiutare ogni uomo a uscire dal buio del peccato per camminare nella luce di Cristo. Preghiamo
• Per il Papa, i vescovi e tutti i sacerdoti, perché, come Gesù davanti alla tomba di Lazzaro, sappiano piangere con chi soffre e, al tempo stesso, abbiano il coraggio di gridare “Vieni fuori” a ogni realtà di peccato e di chiusura, guidando il popolo verso la luce della Pasqua. Preghiamo
• Per tutti i giovani che vivono nel buio della disperazione: perché il grido d’amore di Cristo raggiunga la loro solitudine e possano trovare nella Chiesa una comunità che sia luogo di ascolto e di accoglienza, capace di ridare senso e luce a chi vede solo oscurità. Preghiamo
• Per noi qui riuniti che siamo chiamati oggi a uscire dai nostri “sepolcri” fatti di egoismo, paura e abitudine: perché la fede in Gesù, risurrezione e vita, trasformi le nostre esistenze e ci faccia vivere da figli di Dio. Preghiamo.

Dialogo eucaristico
Signore Gesù, grazie per la vita che a caro prezzo ci hai donato. Tu vuoi che noi viviamo, non che sopravviviamo. Tu vuoi che siamo i protagonisti della nostra esistenza e che senza vittimismo entriamo nelle profondità della nostra storia dando un nome ai nostri nuclei di morte: tu vuoi abitarli! Non ci sono parti di noi in cui tu non possa abbassarti ad entrare, non ci sono zone che è meglio nascondere alla tua vista, perché tu conosci ogni cosa… Aspetti solo che apriamo un piccolo spiraglio perché tu possa prendervi dimora e fecondare ogni cosa con la tua presenza. Tu non resti indifferente a ciò che ci fa soffrire, ma come per Lazzaro, ti commuovi profondamente per ognuno di noi, per le nostre storie tanto ferite. Tu, Maestro di umanità, ci insegni l’arte della vita vera che non muore mai. Amen.

Idea guida
Rimaniamo sempre membra vive di Cristo.

Animazione liturgica preparata da Chiara Privitera e Mirella Scalia


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