Idea Luce
Rinunciamo a tutte le opere e le seduzioni del Male.
Rinunciamo a tutte le opere e le seduzioni del Male.
Introduzione
Come ogni anno, la prima domenica di Quaresima ci presenta l’episodio delle tentazioni di Gesù. Una pagina del Vangelo abbastanza forte in cui il male ha un volto da riconoscere e da cui dobbiamo difenderci. Gesù, vero maestro, ci indica la strada giusta da seguire. Egli conosce bene l’astuzia di Satana, ed ecco perché risponde alle sue tentazioni, non con inutili conversazioni, ma semplicemente con la Parola di Dio. Le tentazioni saranno spesso presenti nel nostro cammino di vita quotidiano, allora la presenza di Gesù, il suo esempio, saranno fondamentali per riconoscerli e difenderci dai loro attacchi.
Come ogni anno, la prima domenica di Quaresima ci presenta l’episodio delle tentazioni di Gesù. Una pagina del Vangelo abbastanza forte in cui il male ha un volto da riconoscere e da cui dobbiamo difenderci. Gesù, vero maestro, ci indica la strada giusta da seguire. Egli conosce bene l’astuzia di Satana, ed ecco perché risponde alle sue tentazioni, non con inutili conversazioni, ma semplicemente con la Parola di Dio. Le tentazioni saranno spesso presenti nel nostro cammino di vita quotidiano, allora la presenza di Gesù, il suo esempio, saranno fondamentali per riconoscerli e difenderci dai loro attacchi.
Liturgia della Parola
LETTURE:
Gen 2, 7-9. 3, 1-7;
Sal 50 – Rit. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato;
Rm 5, 12-19;
Mt 4, 1-11
Prima di iniziare la sua missione pubblica, Gesù spinto dallo Spirito Santo affronta apertamente Satana nel deserto. Il tentatore cerca in diversi modi, di distoglierlo dal progetto del Padre, ma Gesù con fermezza respinge tutte le tentazioni. Con estrema saggezza non cerca di dialogare con lui ma sceglie di rifugiarsi nella Parola di Dio. Gesù risponde «Sta scritto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo, a Lui solo renderai culto”».
LETTURE:
Gen 2, 7-9. 3, 1-7;
Sal 50 – Rit. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato;
Rm 5, 12-19;
Mt 4, 1-11
Prima di iniziare la sua missione pubblica, Gesù spinto dallo Spirito Santo affronta apertamente Satana nel deserto. Il tentatore cerca in diversi modi, di distoglierlo dal progetto del Padre, ma Gesù con fermezza respinge tutte le tentazioni. Con estrema saggezza non cerca di dialogare con lui ma sceglie di rifugiarsi nella Parola di Dio. Gesù risponde «Sta scritto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo, a Lui solo renderai culto”».
Traccia di riflessione
Le tentazioni sono terribilmente presenti nella nostra vita. Il male è il rifiuto, l’allontanamento dal bene. Satana, così definito, perché si oppone alla nostra salvezza, conosce bene le strategie per attaccarci, approfittando della nostra fragilità cercherà di confonderci e farci deviare dal nostro cammino. Bisogna allora vigilare, discernere ogni nostra azione per capire la sua natura e dove ci porta. Gesù oggi ci dice che la speranza, la certezza e la salvezza sono solo in Dio, e nella Sua Parola. Rifugiamoci in Lui e rispondiamo, anche noi: “Ai suoi angeli darà ordini, ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi”.
“Tutti siamo nati con il peccato originale che, contrariamente, a quello che si può pensare, è una realtà che tende a svilupparsi e che, in un certo senso, cresce con noi; ha dentro di noi le sue radici che con il tempo diventano sempre più robuste quali quelle di un albero capace di sradicare una casa se non vengono recise.
Quanto più si è in una posizione di sradicamento, quanto più cioè siamo «in alto» come stato, come chiamata, come vocazione, tanto più la realtà oggettiva che è dentro ciascuno di noi va tenuta presente. Il «che c’è di male?», tanto facile a dirsi a giustificazione di atteggiamenti o scelte «comode», non è altro che l’espressione del richiamo della terra di origine.
La vita comoda, libera, con le evasioni e le compensazioni, la vita ricca pur in un talvolta conclamato spirito di povertà, le attrattive dei sensi ecc. sono realtà sempre presenti in noi ed esercitanti una notevole forza, di richiamo. A ciò va aggiunta l’azione del demonio a cui oggi si tende a non credere ma che esiste sicuramente ed è attivamente operante.
Nella vita spirituale non ci sono battaglie definitivamente vinte. Questo spiega il passaggio consolante dal peccato alla grazia (la conversione), ma spiega anche il passaggio dalla grazia al peccato (l’apostasia). È per questo che alla attrazione costante del terreno di origine occorre contrapporre una conversione costante, permanente, continuata.
Tutti dobbiamo metterci in un atteggiamento di conversione giacché è facile, sul piano emotivo, arrivare ad essa ma è altrettanto facile giungere ad una apostasia. E la vita è ricca di questi tristi esempi.
Da quanto detto emergono almeno tre conseguenze. La prima, che una vera conversione ‑ una conversione continuata ‑ deve essere basata sullo Spirito e svilupparsi lungo tre direttive: una teologica o razionale (la motivazione della nostra conversione), una psicologica (il nostro coinvolgimento di interesse), una, quando è possibile, emotiva (che ci prenda nei nostri sentimenti).
Affinché dunque ci sia una autentica conversione questa deve avvenire nello Spirito e prenderci completamente: non quindi una conversione cerebrale o «cardiaca», né puramente emotiva, ma vitale che abbracci tutti e tre questi elementi.
Altra conseguenza logica di quanto detto prima è la necessità della vigilanza sui «residui», su quelli che sono, cioè, i residuati in noi del terreno di estrazione cioè, degli ambienti da cui veniamo, delle abitudini che abbiamo avuto prima dell’inizio di un cammino spirituale maggiormente impegnato: tutto ciò che ancora rimane in noi del passato va guardato con molta attenzione e non bisogna mai fidarsi di sé stessi.
Terza conseguenza: ascoltare l’invito di Gesù: Vigilate e pregate (Mt. 26,41). (Servo di Dio Guglielmo Giaquinta)
Le tentazioni sono terribilmente presenti nella nostra vita. Il male è il rifiuto, l’allontanamento dal bene. Satana, così definito, perché si oppone alla nostra salvezza, conosce bene le strategie per attaccarci, approfittando della nostra fragilità cercherà di confonderci e farci deviare dal nostro cammino. Bisogna allora vigilare, discernere ogni nostra azione per capire la sua natura e dove ci porta. Gesù oggi ci dice che la speranza, la certezza e la salvezza sono solo in Dio, e nella Sua Parola. Rifugiamoci in Lui e rispondiamo, anche noi: “Ai suoi angeli darà ordini, ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi”.
“Tutti siamo nati con il peccato originale che, contrariamente, a quello che si può pensare, è una realtà che tende a svilupparsi e che, in un certo senso, cresce con noi; ha dentro di noi le sue radici che con il tempo diventano sempre più robuste quali quelle di un albero capace di sradicare una casa se non vengono recise.
Quanto più si è in una posizione di sradicamento, quanto più cioè siamo «in alto» come stato, come chiamata, come vocazione, tanto più la realtà oggettiva che è dentro ciascuno di noi va tenuta presente. Il «che c’è di male?», tanto facile a dirsi a giustificazione di atteggiamenti o scelte «comode», non è altro che l’espressione del richiamo della terra di origine.
La vita comoda, libera, con le evasioni e le compensazioni, la vita ricca pur in un talvolta conclamato spirito di povertà, le attrattive dei sensi ecc. sono realtà sempre presenti in noi ed esercitanti una notevole forza, di richiamo. A ciò va aggiunta l’azione del demonio a cui oggi si tende a non credere ma che esiste sicuramente ed è attivamente operante.
Nella vita spirituale non ci sono battaglie definitivamente vinte. Questo spiega il passaggio consolante dal peccato alla grazia (la conversione), ma spiega anche il passaggio dalla grazia al peccato (l’apostasia). È per questo che alla attrazione costante del terreno di origine occorre contrapporre una conversione costante, permanente, continuata.
Tutti dobbiamo metterci in un atteggiamento di conversione giacché è facile, sul piano emotivo, arrivare ad essa ma è altrettanto facile giungere ad una apostasia. E la vita è ricca di questi tristi esempi.
Da quanto detto emergono almeno tre conseguenze. La prima, che una vera conversione ‑ una conversione continuata ‑ deve essere basata sullo Spirito e svilupparsi lungo tre direttive: una teologica o razionale (la motivazione della nostra conversione), una psicologica (il nostro coinvolgimento di interesse), una, quando è possibile, emotiva (che ci prenda nei nostri sentimenti).
Affinché dunque ci sia una autentica conversione questa deve avvenire nello Spirito e prenderci completamente: non quindi una conversione cerebrale o «cardiaca», né puramente emotiva, ma vitale che abbracci tutti e tre questi elementi.
Altra conseguenza logica di quanto detto prima è la necessità della vigilanza sui «residui», su quelli che sono, cioè, i residuati in noi del terreno di estrazione cioè, degli ambienti da cui veniamo, delle abitudini che abbiamo avuto prima dell’inizio di un cammino spirituale maggiormente impegnato: tutto ciò che ancora rimane in noi del passato va guardato con molta attenzione e non bisogna mai fidarsi di sé stessi.
Terza conseguenza: ascoltare l’invito di Gesù: Vigilate e pregate (Mt. 26,41). (Servo di Dio Guglielmo Giaquinta)
Preghiera dei fedeli
• Per la Chiesa, assemblea dei chiamati, perché in questa Quaresima riconosca e abbracci le sue fragilità, affidandole all’ infinita Misericordia del Padre. Preghiamo
• Per il Papa i vescovi e i presbiteri, perché sostenuti dalle nostre preghiere e guidati dallo Spirito Santo e dalla parola di Dio, abbiano sempre il coraggio di superare le forze del male, e la gioia di essere accompagnati e abbracciati dall’amore di Cristo. Preghiamo
• Per le famiglie, perché l’attesa della risurrezione di Gesù sia l’occasione propizia per riscoprire l’importanza del dialogo vero, del perdono e della riconciliazione. Preghiamo
• Per ciascuno di noi, perché in questi quaranta giorni di grazia, troviamo il tempo da dedicare alla preghiera e all’ ascolto sincero della Parola di Dio per conoscere e fare la sua volontà. Preghiamo.
• Per il Papa i vescovi e i presbiteri, perché sostenuti dalle nostre preghiere e guidati dallo Spirito Santo e dalla parola di Dio, abbiano sempre il coraggio di superare le forze del male, e la gioia di essere accompagnati e abbracciati dall’amore di Cristo. Preghiamo
• Per le famiglie, perché l’attesa della risurrezione di Gesù sia l’occasione propizia per riscoprire l’importanza del dialogo vero, del perdono e della riconciliazione. Preghiamo
• Per ciascuno di noi, perché in questi quaranta giorni di grazia, troviamo il tempo da dedicare alla preghiera e all’ ascolto sincero della Parola di Dio per conoscere e fare la sua volontà. Preghiamo.
Dialogo eucaristico
Gesù Eucarestia grazie, sei il nostro vero e unico maestro di vita. Gesù, quante volte noi ci allontaniamo da Te e dai Tuoi insegnamenti, dando la giusta occasione al male di prendere il sopravvento. Aiutaci Signore , non permettere che nulla ci separi da Te, perché solo Tu, che sei l’incarnazione della Parola del Padre nostro, puoi donarci la forza e la capacità per affrontare le tentazioni e rimanere saldi nel nostro cammino. Amen.
Gesù Eucarestia grazie, sei il nostro vero e unico maestro di vita. Gesù, quante volte noi ci allontaniamo da Te e dai Tuoi insegnamenti, dando la giusta occasione al male di prendere il sopravvento. Aiutaci Signore , non permettere che nulla ci separi da Te, perché solo Tu, che sei l’incarnazione della Parola del Padre nostro, puoi donarci la forza e la capacità per affrontare le tentazioni e rimanere saldi nel nostro cammino. Amen.
Idea guida
Confrontiamoci sinceramente con la Parola di Dio, lasciamo che diventi la nostra unica difesa.
Confrontiamoci sinceramente con la Parola di Dio, lasciamo che diventi la nostra unica difesa.
Animazione liturgica preparata da Rita Fichera
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