Animazione Liturgia Domenica 1° Febbraio 2026

IV domenica del Tempo Ordinario (A) - IV Settimana del Salterio - 48° Giornata per la vita

Idea Luce
Essere il popolo umile e povero di Dio.

Introduzione
La liturgia di questa domenica ci invita a porre solo in Dio la nostra fiducia.
Chi confida nel Signore e non nell’uomo, o nelle ricchezze, o nelle sue stesse forze, non rimane deluso, ma avrà la vera vita. Accogliamo il messaggio che Cristo Gesù oggi ci offre attraverso le Beatitudini. Saremo beati se ci apriamo all’amore, se saremo capaci di superare ogni ostacolo ed avversità, se concretamente percorriamo la strada che il Signore ci indica, se seguiamo Lui, unica fonte di salvezza che ci rende liberi, fratelli, santi.

Liturgia della Parola
LETTURE:
Sof 2,3; 3,12-13;
Sal 145 – Rit. Beati i poveri in spirito;
1Cor 1, 26-31;
Mt 5, 1-12a

Le letture di oggi sono un messaggio unico sulla predilezione di Dio per i piccoli e per chi è più bisognoso di cura e attenzione, messaggio che confluisce nel Vangelo di Matteo sulle Beatitudini: quando siamo addolorati dall’effimero della felicità umana sempre minacciata, quando ci sentiamo poveri e bisognosi di tutto, quando l’afflizione ci paralizza, ascoltiamo la grande promessa di Dio: saremo consolati, saremo sfamati e vedremo Dio. Le Beatitudini sono rivolte a tutti gli uomini e sono una proposta che Gesù fa per farci entrare nella felicità del Regno dei Cieli. Questa promessa è nel cuore della nostra fede.

Traccia di riflessione
Le Beatitudini sono delle segnaletiche scomode, che non vorremmo seguire, perché ci scuotono e ribaltano i nostri criteri di giudizio. Per accogliere e vivere le beatitudini è importante essere innamorati di Gesù, fidarsi di Lui, il sapere che con lui non si sbaglia mai. È importante lasciarlo sedere al nostro fianco, come i discepoli, che si avvicinano a Lui, lo ascoltano e si lasciano ammaestrare. Le beatitudini sono l’identikit di Gesù: quello che annuncia Egli lo vive: è il povero, il mite, l’operatore di pace, il puro di cuore, il giusto, ecc.
Le beatitudini sono un cammino, una tensione, una meta! È introdurre il Signore nella nostra storia, nelle vicende che ci raggiungono, lasciarci attraversare da Lui nei nostri sentimenti e nelle nostre azioni. Le beatitudini sono guardare a Dio che ti vuole far volare, vivere spiritualmente ogni cosa, è fare esperienza di Colui che non ti fa fermare nelle difficoltà ma ti dice: io sono con te! Sono una spinta affinché le sofferenze del momento presente non opprimano ma rivelino che siamo fatti per il Cielo. Le beatitudini sono come fessure di luce infinita che attraversano le nostre fragilità e le rendono preziose, piene di senso, capaci di farne dei tesori, fessure di luce infinita che fanno camminare verso e oltre l’umano, l’immediato, il temporaneo e aprono all’eternità, al Cielo, al per sempre! Se sono povero vivo per sempre, se sono mite ci sarò per sempre, se opero per la pace sono eterno … perché somiglio a Gesù! Le beatitudini ci dicono che ciò che umanamente è difficile con Lui è possibile, che il limite è innalzato a dono, che le lacrime sono sacramento, che la giustizia è ricerca di bene che non ci sazia mai! Se vivo le beatitudini sono possessore del Regno, posso fare esperienza della consolazione di Dio, sono riconosciuto figlio, sono abbracciato dalla misericordia, e vedrò Dio così come egli è! Le beatitudini vanno di pari passo con il Magnificat … Dio capovolge i nostri schemi mentali: Ha guardato l’umiltà della sua serva, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote! Non beati i ricchi ma coloro che hanno bisogno di Dio e degli altri, beati coloro che sanno chiedere, che lasciano spazio a Dio, beati coloro che non si sentono autosufficienti ma sanno tendere le mani, beati coloro che non sono pieni di sé ma si svuotano per fare spazio a Dio.

Preghiera dei fedeli
• Per tutta la Chiesa, nei suoi ministri e nel popolo di Dio, perché riconosca nelle Beatitudini un dono grande da vivere e testimoniare nel mondo, la gioia di un Dio in cui rallegrarsi per la cura che dona e promette ad ogni sua creatura, soprattutto ai più poveri e fragili. Preghiamo
• Per i potenti della terra. Siano capaci di mettere in atto il volere di Dio per gli uomini, che possa essere resa giustizia agli oppressi, sia garantito il pane a chi ha fame, siano protetti i poveri e gli emarginati. Preghiamo
• Per tutti noi che partecipiamo a questa Eucaristia, perché possiamo considerare con gratitudine e fiducia la nostra chiamata ad essere popolo umile e santo di Dio, scelto per essere nel mondo segno della presenza amorevole del Signore che nella debolezza vuole salvare e santificare tutti. Preghiamo.

Dialogo eucaristico
Signore Gesù, amico degli uomini, solo Tu sai donare la felicità, perché ti stiamo a cuore, ti prendi cura di noi, desideri soltanto il nostro bene. Insegnaci a vivere i tuoi stessi sentimenti, a seguire la tua volontà, ad andare contro corrente. Facci conoscere la vera beatitudine, che è l’unione profonda con Te, l’umiltà del cuore, la preghiera costante per tutti.
Tienici accanto a Te, unico Signore, facci gustare la gioia di una vita donata e mandaci da coloro che ancora non ti conoscono e non ti amano, ad annunciare la tua presenza portatrice di senso e di felicità. Amen.

Idea guida
Seguiamo con fiducia il Maestro Gesù sulla via delle beatitudini.



Animazione liturgica preparata da Maria Francesca Ragusa,
Claudia Lo Presti, Rita Fichera, Mirella Scalia

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