Idea Luce
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
Introduzione
La rinuncia ai propri beni richiesta da Gesù non è un dato di economia politica, ma una condizione spirituale che comporta il passaggio dal possesso al servizio: perciò il Signore parla della necessità addirittura di “odiare” i nostri cari. Non si tratta naturalmente di odiare, ma della rinuncia al controllo e al possesso, per mettersi nella condizione di figli, perché “Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?”.
La rinuncia ai propri beni richiesta da Gesù non è un dato di economia politica, ma una condizione spirituale che comporta il passaggio dal possesso al servizio: perciò il Signore parla della necessità addirittura di “odiare” i nostri cari. Non si tratta naturalmente di odiare, ma della rinuncia al controllo e al possesso, per mettersi nella condizione di figli, perché “Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?”.
Liturgia della Parola
LETTURE: Sap 9, 13-18;
Sal 89 – Rit. Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione;
Fm 1, 9b-10. 12-17;
Lc 14, 25-33
Ci raduniamo attorno alla mensa della Parola e del Pane di vita per sentirci confermati come discepoli del Signore. Lui ci offre un assaggio di Paradiso perché possiamo tradurlo nella vita in opere di giustizia e carità. Viviamo questo momento di comunione che ci viene offerto, perché la gioia del Signore sia la nostra forza.
LETTURE: Sap 9, 13-18;
Sal 89 – Rit. Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione;
Fm 1, 9b-10. 12-17;
Lc 14, 25-33
Ci raduniamo attorno alla mensa della Parola e del Pane di vita per sentirci confermati come discepoli del Signore. Lui ci offre un assaggio di Paradiso perché possiamo tradurlo nella vita in opere di giustizia e carità. Viviamo questo momento di comunione che ci viene offerto, perché la gioia del Signore sia la nostra forza.
Traccia di riflessione
La folla che seguiva Gesù era numerosa. Ma quali sono le condizioni per seguire Gesù? Sembra che le esigenze della sequela dettate da lui stesso siano davvero onerose. Come pretendere di amare qualcuno più degli affetti più cari sperimentati nella nostra vita quali l’amore per il padre o la madre, i fratelli di sangue e persino la propria vita? Che richiesta è, quella del Signore, di prendere ciascuno la sua croce, rinunciare ai propri beni e agli affetti più cari? Noi sappiamo che Gesù ha promesso a chi è disposto a perdere tutto per il Regno, cento volte tanto sulla terra e il Regno stesso alla fine dei tempi. I requisiti dettati dal Signore non sono una pretesa di possesso assoluto, quasi una gelosia da parte sua, di tutto ciò che è nostro; sono, piuttosto, le condizioni di possibilità perché l’amore di Dio e l’azione della sua Grazia possano entrare nella nostra vita e trasformarla. Solo se rinunciamo ai nostri beni possiamo vivere inondati da quell’amore divino che ci fa ritrovare in lui il significato pieno della nostra vita. Allora, amare i nostri cari sarà lo specchio dell’Amore di Dio in noi e i nostri beni diventeranno veicolo per esercitare la carità. Si tratta, dunque, di rinunciare ad amare in modo possessivo, per poter amare come Dio ci ha amati e ci ama. La partecipazione all’Eucarestia sia l’occasione per riscoprire tutto ciò che siamo e abbiamo come possibilità di vivere per Cristo, con Cristo e in Cristo nella ricerca della maggior gloria del Padre.
La folla che seguiva Gesù era numerosa. Ma quali sono le condizioni per seguire Gesù? Sembra che le esigenze della sequela dettate da lui stesso siano davvero onerose. Come pretendere di amare qualcuno più degli affetti più cari sperimentati nella nostra vita quali l’amore per il padre o la madre, i fratelli di sangue e persino la propria vita? Che richiesta è, quella del Signore, di prendere ciascuno la sua croce, rinunciare ai propri beni e agli affetti più cari? Noi sappiamo che Gesù ha promesso a chi è disposto a perdere tutto per il Regno, cento volte tanto sulla terra e il Regno stesso alla fine dei tempi. I requisiti dettati dal Signore non sono una pretesa di possesso assoluto, quasi una gelosia da parte sua, di tutto ciò che è nostro; sono, piuttosto, le condizioni di possibilità perché l’amore di Dio e l’azione della sua Grazia possano entrare nella nostra vita e trasformarla. Solo se rinunciamo ai nostri beni possiamo vivere inondati da quell’amore divino che ci fa ritrovare in lui il significato pieno della nostra vita. Allora, amare i nostri cari sarà lo specchio dell’Amore di Dio in noi e i nostri beni diventeranno veicolo per esercitare la carità. Si tratta, dunque, di rinunciare ad amare in modo possessivo, per poter amare come Dio ci ha amati e ci ama. La partecipazione all’Eucarestia sia l’occasione per riscoprire tutto ciò che siamo e abbiamo come possibilità di vivere per Cristo, con Cristo e in Cristo nella ricerca della maggior gloria del Padre.
Preghiera dei fedeli
• Per la Santa Chiesa, perché sappia annunciare sempre la liberazione ai prigionieri, la libertà agli schiavi, la Salvezza a coloro che si smarriscono, preghiamo.
• Per il Papa, i Vescovi i presbiteri e i diaconi e per tutto il popolo di Dio, perché siano autori e testimoni della rinuncia come il Signore Gesù, che l’ha indicata come strada maestra della santità, preghiamo, preghiamo.
• Per i potenti della terra, le autorità politiche e i potentati economici, perché sappiano esercitare la loro chiamata al potere come servizio, e non come appropriazione, preghiamo.
• Per il Papa, i Vescovi i presbiteri e i diaconi e per tutto il popolo di Dio, perché siano autori e testimoni della rinuncia come il Signore Gesù, che l’ha indicata come strada maestra della santità, preghiamo, preghiamo.
• Per i potenti della terra, le autorità politiche e i potentati economici, perché sappiano esercitare la loro chiamata al potere come servizio, e non come appropriazione, preghiamo.
Dialogo eucaristico
Signore Gesù Cristo tu sei nutrimento dell’assurdo! A tutto chiedi di rinunciare e ogni cosa prometti in cambio. Insegnaci Tu, Signore, a contare i nostri inutili giorni, affinché arriviamo alla tua Sapienza! Tu chiedi di portare a compimento quella rivoluzione dell’amore che santifica il mondo e noi stessi, ma nulla potremmo noi se tu non ci inviassi il tuo santo Spirito dall’alto. Senza di te siamo davvero servi inutili, ma se il tuo Spirito ci giuda allora potremo assaggiare quella pienezza di tutte le cose che sei tu stesso, mio Signore e mio Dio.
Signore Gesù Cristo tu sei nutrimento dell’assurdo! A tutto chiedi di rinunciare e ogni cosa prometti in cambio. Insegnaci Tu, Signore, a contare i nostri inutili giorni, affinché arriviamo alla tua Sapienza! Tu chiedi di portare a compimento quella rivoluzione dell’amore che santifica il mondo e noi stessi, ma nulla potremmo noi se tu non ci inviassi il tuo santo Spirito dall’alto. Senza di te siamo davvero servi inutili, ma se il tuo Spirito ci giuda allora potremo assaggiare quella pienezza di tutte le cose che sei tu stesso, mio Signore e mio Dio.
Idea guida
Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore.
Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore.
Animazione liturgica preparata da Alberto Hermanin
© 2025 Aggancio – Movimento Pro Sanctitate – Tutti i diritti riservati

